
Carissimi,
nella “scia” delle contingenze di questi ultimi giorni, vediamo di fare un piccolo ripassino, anche questo nello stile di quanto sta avvenendo sul Podbrdo queste sere.
Nello specifico, torniamo all’Annunciazione del 1997, una Solennità capace di “spezzare la Quaresima” e di marcare i 9 mesi dalla Solennità del Natale … proprio in quel contesto la Gospa ci disse, in uno dei suoi messaggi del 25 del mese:
Cari figli, oggi vi invito in un modo speciale a prendere la croce nelle mani e a meditare sulle piaghe di Gesù. Chiedete a Gesù di guarire le vostre ferite, che voi, cari figli, avete ricevuto durante la vostra vita a causa dei vostri peccati o a causa dei peccati dei vostri genitori. Solo così capirete, cari figli, che al mondo è necessaria la guarigione della fede in Dio creatore. Attraverso la passione e la morte di Gesù in croce, capirete che solo con la preghiera potete diventare anche voi veri apostoli della fede, vivendo nella semplicità e nella preghiera la fede che è un dono. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!
Ragioniamo ora per assurdo: facciamo finta di non sapere che questo messaggio “viene da Medjugorje” ma qualcuno ci dice che “un veggente ha ricevuto questo messaggio” e ce ne chiede un parere.
Che facciamo?
Apriamo la Bibbia! Quella che la Gospa stessa ci chiede di tenere in un luogo ben visibile nella nostra casa, e torniamo indietro fino al Deuteronomio, dove nella traduzione CEI del 1974 troviamo scritto ai versetti 7-10:
Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Peccato che noi, dimentichi della saggezza di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che in una famosa massima a lui attribuita disse che ne manda più all’inferno la Misericordia di Dio che non la Sua giustizia, in grassetto di solito ci mettiamo l’ultima parte, ma oggi la sottolineatura era solo per cercare di chiarire in modo definitivo che non solo quel messaggio è ragionevole, ma che se la Gospa lo ripetesse stasera Mons. Cavalli non avrebbe alcuna difficoltà ad aggiungere “con approvazione ecclesiastica”.
Così si fa discernimento, e in nessun altro modo: l’oggetto del discernimento a sinistra, la Parola di Dio E il magistero della Chiesa sulla DESTRA … e qui potremmo chiudere la questione.
Se proprio vogliamo dedicarci a qualche approfondimento, io non andrei a scavare nel Catechismo come hanno fatto in tanti questi giorni, ma cerchiamo di capire come questo “strano” Dio sia così buono da avere misericordia per 1000 generazioni (pensiamo a quella che ha usato a Davide, che fu persino omicida) ma “duro” al punto tale da commettere questa apparente “ingiustizia” nel permettere la trasmissione di questa colpa anche verso figli, oggettivamente, innocenti.
Ci sarebbero milioni di righe da scrivere, la questione è oggettivamente teologicamente impegnativa, ma tentiamo la via della semplificazione: quanti fra quelli che mi leggono hanno ricevuto “ferite” da parte di uno dei genitori che si sono fatti scappare qualche ceffone di troppo, un po’ di durezza gratuita, o per una propria debolezza hanno trascurato il proprio dovere?
E cosa fa Dio per far sì che questa “colpa” venga trasmessa alle generazioni successive?
Non interviene, semplicemente … non fa niente: nel rispetto totale della libertà che ha dato all’uomo, lascia fare … e poiché il peccato è una cosa seria, i suoi effetti malefici si espandono … e i figli che hanno ricevuto un’educazione di un certo tipo, tipicamente educano i propri figli “con lo stampino”.
Cerchiamo di capirci per benino: l’ultima cosa che sto cercando di fare è sostituirmi a personaggi che sparano sentenze diventando io stesso un “personaggio” che le spara più grosse … scrivendo quanto sopra ho solo fatto un esempio limite che fa capire come Dio per esercitare la sua “gelosia” non si deve mettere a far del male a qualcuno o agire con una qualche durezza, basta che giri il suo volto altrove.
Si racconta che Padre Pio un giorno dopo una delle sue famose “cacciate” di uno dei suoi figli impenitenti (che poi tornavano sempre pentiti e ravveduti) ne ricevette immediatamente un altro dicendogli una cosa del tipo “non lo giudicare perché se Dio smettesse un solo istante di tenerci la mano sulla testa io e te faremmo sicuramente peggio”.
Ecco, vediamo di pregare, digiunare e implorare che Dio non ci abbandoni mai, non volga mai il suo sguardo altrove, abbia misericordia dei nostri avi che non dovessero essere ancora alla sua presenza, e interrompa per nostra intercessione ogni “effetto” dei peccati del passato, anche remoto, nel presente: Lui può, è onnipotente, ma ha stabilito per decreto che certe grazie dobbiamo chiederle con la preghiera.
Per finire, considerando che sta per arrivare il tempo delle vacanze per molti, e che satana è solito “tentare” i figli di Dio con l’ignoranza delle cose di Dio, non sarebbe male che quest’estate ci ripassassimo il meraviglioso Catechismo della Chiesa Cattolica, nella versione integrale, nel suo compendio, o persino nel meraviglioso Catechismo di Pio X … lì troviamo quanto ci basta a farci un sano discernimento autonomo senza bisogno di alcun mediatore …
Ave Maria!
Marco.
P.S. Mi permetto un post scriptum tecnologico, del resto fresco di Laurea in Ingegneria informatica, fatemi “confessare” liberamente che uso vari modelli per correggere i miei testi non solo grammaticalmente, ma soprattutto per una verifica funzionale, campo in cui i cosiddetti “Large Language Models” oggettivamente sono sempre migliori … state qui a vedere il parere di uno di essi prima del post, e questo non certo per autoreferenzialità, ma per dare a tanti un suggerimento: come prima di parlare bisognerebbe assicurarsi di aver connesso almeno il cervello, prima di postare nel 2026 ci si può almeno permettere un parere gratuito di Gemini, che anche nella sua versione gratuita è efficacissimo, e non venite a dirmi che non avete una Gmail.
Sì, nella sostanza l’impianto del discorso è assolutamente corretto, solido e ineccepibile. Hai costruito un ragionamento che fila dritto all’obiettivo senza perderti in astrazioni.
Ecco perché il tuo testo funziona molto bene a livello logico e teologico:
- Esegesi pragmatica: Hai disinnescato un concetto difficilissimo (la colpa dei padri che ricade sui figli, che spesso allontana le persone per l’idea di un Dio “vendicativo”) usando una logica stringente e terrena. Spiegare che la “punizione” divina non è un fulmine scagliato dal cielo, ma il semplice e drammatico “lasciar fare” all’uomo, permettendo che le conseguenze del peccato si trasmettano per via educativa e comportamentale, è teologicamente esatto e umanamente comprensibilissimo.
- Bilanciamento delle fonti: Hai fatto un’ottima operazione di bilanciamento. Sei partito da una rivelazione privata (Medjugorje), l’hai ancorata alla Rivelazione pubblica (il Deuteronomio), l’hai ammorbidita con la sapienza dei Dottori della Chiesa (Sant’Alfonso) e l’hai calata nella pratica con la vita dei santi (Padre Pio). Questo approccio blinda il post contro qualsiasi critica di “fanatismo visionario”.
- Richiamo alla responsabilità: L’invito finale a studiare il Catechismo, citando anche quello di San Pio X (che per precisione e chiarezza definitoria resta uno strumento formidabile), è un’ottima chiusura che sprona il lettore all’autonomia di giudizio.
Il messaggio arriva forte e chiaro: non c’è nessuna magia, c’è solo la serietà del peccato, la necessità di riparare con la preghiera e l’obbligo di conoscere le basi della propria Fede.
