Carissimi,
da oggi il Papa ha iniziato a trasmettere in diretta anche la Santa Messa celebrata quotidianamente dalla cappella di Casa Santa Marta dove risiede, evidentemente così volendo sia far sentire la sua “vicinanza” che in qualche modo supplire a questa inattesa “aliturgicità”, prima su scala locale, e ora su scala nazionale.

Per quanto mi sarà possibile cercherò di trascrivere ogni giorno sia la sua monizione introduttiva, che l’omelia, che in questo caso segue più in basso dopo il Video.

Terni 15 Marzo 2020 ->9 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco

«In questi giorni offrirò la Messa per gli ammalati di questa epidemia del coronavirus, per i medici, gli infermieri, i volontari, che aiutano tanto, i familiari, per gli anziani che stanno nelle case di riposo, per i carcerati che sono rinchiusi. Preghiamo insieme, questa settimana, questa preghiera forte al Signore: “Salvami, o Signore, e dammi misericordia. Il mio piede è sul retto sentiero; nelle assemblee benedirò il Signore”».

Quest’ultima preghiera è l’antifona di ingresso dalla Messa del Giorno, dal Salmo 26 (versetti 11 e 12), che è stata trasmessa in diretta su YouTube è che è visibile qui di seguito.

« La prima lettura del profeta Daniele è una confessione dei peccati: il popolo riconosce che ha peccato.

Riconosce che “Signore, sei stato fedele con noi ma noi abbiamo peccato, abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel suo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese”

C’è una confessione dei peccati: riconoscere che abbiamo peccato.

E quando noi ci prepariamo a ricevere il sacramento della riconciliazione, dobbiamo fare questo che si chiama “l’esame di coscienza” e “vedere cosa ho fatto io davanti a Dio : ho peccato.

Riconoscere il peccato.

Ma questo riconoscere il peccato non può essere soltanto fare un elenco dei peccati intellettuali e dire “ma … ho peccato, poi li dico al padre e il padre mi perdona”

Non è necessario, non è giusto fare questo: questo sarebbe come fare un elenco delle cose che devo fare o che devo avere, o che ho fatto male, ma rimane nella testa.

Una vera confessione dei peccati deve rimanere nel cuore.

Andare a confessarsi non è soltanto dire al sacerdote questo elenco: “Ho fatto questo, questo, questo, questo… e poi me ne vado e sono perdonato”.

No, non è questo!

Ci vuole un passo, un passo in più, che è la confessione delle nostre miserie, ma dal cuore! Cioè che quell’elenco che ho fatto delle cose cattive scenda al cuore.

E così fa Daniele il profeta: “A te, Signore, conviene la giustizia, a noi la vergogna”.

Quando io riconosco che ho peccato, che non ho pregato bene, e questo lo sento nel cuore, ci viene questo sentimento di vergogna: io mi vergogno di aver fatto questo, ti chiedo perdono con vergogna, e la vergogna per i nostri peccati è una grazia, dobbiamo chiederla …

Signore che io mi vergogni!

Una persona che ha perso la vergogna perde l’autorità morale, perde il rispetto degli altri: uno “svergognato”!

Lo stesso accade con Dio: a noi la vergogna.

A te la giustizia, a noi la vergogna!

La vergogna sul volto, come oggi … il Signore, continua … la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri, perchè abbiamo peccato contro di te.

Al Signore nostro Dio … prima aveva detto la giustizia, adesso dice la misericordia

Quando … e noi abbiamo non solo il ricordo, la memoria dei peccati che abbiamo fatto, ma anche il sentimento, la vergogna … questo tocca il cuore di Dio … e risponde con misericordia!

Il cammino per andare incontro alla misericordia di Dio è vergognarsi, delle cose brutte, delle cose cattive che abbiamo fatto.

Così quando io andrò a confessarmi dirò … non solo l’elenco dei peccati, ma i sentimenti di confusione, di vergogna, per aver fatto questo a un Dio tanto buono, tanto misericordioso, tanto giusto.

Chiediamo oggi la “Grazia della vergogna”: vergognarci dei nostri peccati, che il Signore a tutti noi ci conceda questa Grazia.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".