Carissimi,
il titolo di questo post è frutto di un mio appunto mentre giovedì sera dopo l’apparizione il figlio di Marija ci riferiva che la Gospa ci aveva dato questo compito, cioè quello di rivolgere la nostra preghiera ai nostri avi.

Si tratta di un’abitudine ben radicata nelle consuetudini della Chiesa Cattolica dai tempi dell’Antico Testamento, e in modo “relativamente” recente riscoperta il secolo scorso secondo l’esperienza del Rinnovamento Carismatico, in particolare il Rinnovamento Carismatico Cattolico.

Sembrerebbe inoltre che Padre Livio abbia preso le distanze da questa richiesta di preghiera come se fosse lui l’autorità in materia: state sereni che Mons. Aldo Cavalli vigila attentamente e non si è lasciato scappare alcun commento negativo, ma molti fedeli sono stati turbati dal commento dell’arcinoto sacerdote e quindi ho pensato di scrivere un mio pensiero sulla vicenda.

In breve, secondo la mia cultura, possiamo stare tutti ben sereni: la Gospa sa bene cosa chiede, il figlio di Marija che in questi giorni le sta accanto mostra una buona maturità di fede e di conoscenza dei messaggi, e quando traduce a braccio si vede che lo fa secondo l’educazione della sua famiglia ed il contesto di Medjugorje che sembra conoscere veramente bene.

Facciamo chiarezza su un punto: dire di “pregare per il proprio albero genealogico” non è far uso di terminologia né astrusa né mistica, ma è un semplice tecnicismo che esprime il voler rivolgere suffragi verso i defunti del proprio cognome da parte di padre e del medesimo da parte di madre, perché nell’esperienza della Chiesa certi “problemi” e persino certi “disturbi” talvolta sono solo la facciata di nostri parenti che chiedono semplicemente suffragi, e talvolta basta una Santa Messa celebrata per una specifica intenzione per risolvere problemi importanti … la materia è trattata in maniera egregia nell’ormai dimenticato testo del Dr. Kenneth McAll, “Healing the Family Tree”, che una volta era un classico del rinnovamento e che ormai non si trova più in ristampa: la “terapia” che questo medico proponeva non aveva nulla di magico, ma si poggiava sui pilastri più classici e solidi della Chiesa Cattolica, cioè il perdono e l’Eucaristia, ed ebbe modo di sperimentare più volte che la liberazione da vari “disturbi” avveniva offrendo la celebrazione della Santa Messa in suffragio di specifici antenati.

Comunque la preghiera del Santo Rosario che abbiamo modo di vivere in diretta in questi giorni sono veramente una benedizione: la corona è recitata in modo preciso, direi anche ortodosso, hanno intenzioni di preghiera conformi alle indicazioni date da San Giovanni Paolo II nella “Rosarium Beatae Virginis Mariae” e vengono citati messaggi storici da Medjugorje … certo, non sono di quelli recenti che hanno la cosiddetta “approvazione ecclesiastica” … ma nel vedere come si prega il Rosario in famiglia Lunetti-Pavlovic abbiamo solo da averne conforto e rendere il nostro meno mitragliato …

Ho scritto questo post durante la diretta del 20 giugno: l’immagine in evidenza, per me tenerissima, vede il figlio di Marija reggere il microfono alla madre, un semplice atto di servizio a lei e a mezzo di lei al mondo intero che ormai segue tutto in diretta con una coppia di telecamere puntate sui suoi occhi ormai da anni … non dev’essere affatto banale!

Così come rivolgersi a tutto il mondo per dire che la Madonna questa sera ha pregato a lungo sopra tutti i presenti (e, sperabilmente, tutti noi che seguiamo in diretta o leggiamo in differita in unione spirituale) nella sua lingua materna senza capire niente … e che aspetta tutti l’indomani alla stessa ora.

Ave Maria!
Marco.

Scritto da:

Marco @ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".