Carissimi,
ho appena appreso con un pò di sconforto la notizia del ritorno alla casa del Padre di Don Ignazio Zaganelli. parroco emerito della parrocchia di Santa Lucia di Perugia, ma la cosa era sostanzialmente attesa: era in fatto malato da tempo, e da un paio di anni era stato costretto a lasciare il suo incarico di parroco di quella Chiesa che tutti gli davano del matto a voler costruire, ne più ne meno di quanto fece il parroco di San Giacomo a Medjugorje.

Il parallelo fra le due realtà, non finisce certo qui: don Ignazio è un di quelli che è tornato a Medjugorje dicendo “mai più” esattamente come me … poi dopo qualche tempo una coppia di architetti lo convinse a tornare e come poteva accadere in quegli anni ad un certo punto si sono trovati davanti alla porta del luogo dove avvenivano le apparizioni nei primi anni nella chiesa di San Giacomo a Medjugorje … la stessa era ormai sbarrata, quando Padre Slavko a un certo punto la aprì all’improvviso e disse “che fate voi qui?” .. e li tirò dentro.

Usciti di chiesa si confrontano …. “sapete, durante l’apparizione ho avuto l’immagine di una chiesa fatta così” …. “ma veramente? Ma che per caso era fatta così e cosà?” … “no, aspettate, ma c’era anche questo e quest’altro particolare?”

Avevano visto in immagine la stessa Chiesa!

Così passeggiando per Medjugorje l’indomani incontrano Vicka che gli dice “Don Ignazio, ha detto Gospa tu costruire Chiesa, ma non subito” … ovviamente senza che si conoscessero … inizia un’amicizia e un confronto telefonico che per un pò di tempo va avanti in questo modo “si si, ti confermo Madonna vuole tu costruire chiesa ma no ora” … e alla fine, un giorno, arriva una telefonata:

Madonna detto “ora tu costruire Chiesa”

Questa storia è raccontata in un bellissimo libro autografo di cui ho il dono di avere qualche copia autografata, ma senza spoilerarlo vi racconto come è avvenuto il primo e l’ultimo del pagamento dei sei miliardi di vecchie lire che è costata la chiesa senza che il buon Doni dovesse accendere alcun mutuo dopo una piccola introduzione.

Prima di tutto il terreno fu regalato dall’adiacente facoltà di Ingegneria di Perugia (Dove iniziai i miei studi nel 1989 del tutto ignaro della vicenda) ma quando si trattò di iniziare a chiedere i primi permessi al buon Doni accadeva di questo: “Ciao Doni, come stai? Grazie ancora per le tue lezioni di catechismo ai miei tempi del liceo, vieni qui che sbrighiamo subito la pratica …”

Poi a un certo punto si iniziò a fare il progetto, ma questo progetto non andava avanti, per cui un giorno Don Ignazio chiama Vicka per chiedere istruzioni … la risposta la sera stessa “Madonna no essere contenta di come voi fare progetto. Voi pregare rosario prima di progetto” e la situazione si sbloccò nel brevissimo.

… ometto la parte centrale, per non rovinarvi la lettura, fatto sta che a un certo punto i lavori sono partiti, e si doveva pagare il primo lotto dei Sei Miliardi di Lire: don Ignazio aveva nel portafoglio centomila delle vecchie lire e un giorno lo chiamano per celebrare una santa messa in una parrocchia vicina. Ivi a fine messa gli viene chiesto di andare a portare l’unzione degli infermi ad una malata … e lui va …

Don Ignazio! Ma lei è quello di cui Radio Maria dice che sta costruendo la Chiesa alla Regina della Pace?
Si si, sono io.
Ecco, venga domani che mio figlio avrà qualcosa per lei.

Il Don torna l’indomani, e riceve una busta bianca. La apre, c’è un assegno in bianco, e il figlio gli dice: scriva pure la cifra che le serve.

… ma … ma io … avrei bisogno di un Miliardo …

Si, Si, scriva pure …

Così fu pagata tutta la chiesa, al punto che poi in perpetuo il mercoledì vi viene ancora celebrata una messa a beneficio dei benefattori …. ma state a sentire la fine.

Un giorno arriva in cantinere una vecchietta …

Don Ignazio! Ma lei è quello che Radio Maria dice che sta costruendo la Chiesa alla Regina della Pace?
Si, sono io.
Ecco, vorrei fare un’offerta per la Chiesa.
La Ringrazio signora, ma qui i lavori come vede ormai sono finiti, abbiamo completato ogni cosa, mancherebbe il marmo ma quello è un’altro capitolo.

Eh, il marmo, ecco, quello vorrei offrire …

Signora, Signora … pronto pronto prova uno due tre quattro … marmo di Carrara per tutta la chiesa, ha presente? Ci vorrà un Miliardo ….

Eh, eh, io quello voglio dare.

Ecco perchè non vi spoilero il resto della Storia che dovete leggere da soli, fatto sta che nel 2002, nell’anno della mia scoperta Medjugoriana, vengo a sapere della Chiesa e vado a visitarla.

Arrivo alle 18 di un pomeriggio qualsiasi, resto ad una celebrazione qualsiasi di una Santa Messa feriale qualsiasi (e non statemi a chiosare sul valore infinito di ogni Santa Messa, non è questo il punto) … ma oltre ai cinque minuti di silenzio al momento della comunione non ho niente da notare se non che la gente va nella chiesa grande, in cui non ero mai entrato.

La gente va verso una statua, si inginocchia, prega, e se ne va …

… allora io vado verso la statua, mi inginocchio, e prego

e piagno, piango, piango fiumi di lacrime, io che per il mio cuore indurito non piangevo da anni e piango per quindici lunghi minuti come faccio adesso mentre scrivo questa riga e come spero accada anche a voi leggendo perchè quando il cielo decide di toccare la terra non si può non piangere e da questo evento non ci si può “salvare” in alcn modo.

Così a un certo punto mi rinvengo e … ancora disorientato, che faccio? Vado dal parroco a chiedere spiegazioni!

E Don Ignazio, che ovviamente ancora non conoscevo, vedendomi disorientato e sentendo le mie prime parole sorride, punta con un dito un quadro alla parete, e mi dice “leggi, leggi”

Il quadro aveva l’immagine di Vicka in estasi il giorno delle apparizioni: fu lei ad inaugurare la chiesa tagliando un nastro tenuto in mano dal Vescovo di allora, e ricevette un messaggio specifico che mi pare suonasse più o meno così : “Coloro che visiteranno questa chiesa con fede proveranno una grande Pace”

Ecco, e io provai questa pace, e piansi … e c’è tanta gente che è andata a Medjugorje anche più volte a cui non è mai successo niente di simile.

Capite allora perchè è dal 2002 che scrivo su Medjugorje e non riesco a fermarmi? Nacque poi una lunga e intensa amicizia, ogni volta che potevo passavo a Perugia in quel posto dove avevo iniziato ai miei studi e dove non escludo il prossimo anno di re-immatricolarmi per la laurea magistrale dopo l’insperato e incredibile 110L in Ingegneria Informatica dello scorso Febbraio, ovviamente tutta colpa di Lei 🙂

Non c’è tempo ora per raccontare tutto quanto mi ha raccontato il buon DonI (come lo chiamavano tutti i suoi ragazzi), quante volte abbiamo parlato di Medj, e quanto apprezzava i miei “report di persona” quando la salute non gli permetteva più di andare. per cui meno di un’ora fa quando ho saputo la notizia ho pensato di affrettarmi a scrivere queste poche righe e a mandare su info prima di altrove …. troverete un testo più completo nei prossimi giorni all’indirizzo del post, corredato da poche ma doverose foto (come quella di Vicka all’inaugurazione) ma per ora vi raccomando il buon e santo Doni al vostro suffragio e mando il pezzo così com’è, senza correzioni, scritto di getto, senza mai praticamente tornare indietro a correggere, altro che AI …

Rielaborando il testo della Diocesi di Perugia, Don Ignazio Zaganelli aveva celebrato 70 (SET-TAN-TA) anni di sacerdozio lo scorso 20 maggio: nato a Marsciano il 23 ottobre 1933, vice decano del Clero diocesano, venuto a mancare poco prima dell’alba del 22 giugno, in canonica, dopo una lunga malattia.

Le esequie, presiedute dall’arcivescovo Ivan Maffeis, saranno celebrate nella chiesa parrocchiale Maria Regina della Pace a Santa Lucia, martedì 23 giugno, alle ore 16, luogo di culto edificato sotto la sua “guida” più di 30 anni fa.

Ave Maria!
Marco.

Scritto da:

Marco @ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".