Carissimi,
oggi da Casa Santa Marta il Santo Padre Francesco si è rivolto principalmene alle famiglie; al momento della comunione ha usato una nota preghiera composta da Sant’Alfonso Maria de Liguori: come ogni giorno l’ha recitato “idealmente” a nome di tutti quelli che lo seguono a mezzo televisione o Internet.

Seguono come ogni giorno la trascrizione della monizione introduttiva, l’antifona d’ingresso, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia ed in fondo il testo della “preghiera” utilizzata per la “comunione spirituale”.

Terni 21 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco

Oggi vorrei ricordare le famiglie, che non possono uscire da casa; forse l’unico orizzonte che hanno è il balcone, e li dentro la famiglia, con i bambini, i ragazzi, i genitori: perchè sappiano … trovare il modo di comunicarsi bene, di costruire rapporti di Amore nella famiglia, e sappiano vincere le angosce di questo tempo insieme, in famiglia; chiediamo per la pace delle famiglie oggi in questa crisi e per la creatività.

Anima mia benedici il Signore, non dimenticare i tanti suoi benefici
 egli Perdona tutte le tue colpe.

LettureOs 6, 1-6; Sal.50; Lc 18, 9-14.

Quella parola del Signore che abbiamo sentito ieri “torna … torna a casa” anche … nello stesso libro del profeta Osea, troviamo la risposta <<Venite, ritorniamo al Signore>>

è quello che … la risposta quando tocca il cuore … quel “torno a casa”: <<Ritorniamo al Signore, Egli ci ha straziato ed Egli ci guarirà, Egli ci ha percosso ed Egli ci fascerà; affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l’aurora>>.

Ha fiducia, nel Signore, è sicuro: <<verrà noi come la pioggia d’autunno come la pioggia di primavera che feconda la terra>> .

e con questa speranza il popolo … comincia il cammino, per ritornare al Signore; e una delle maniere, dei modi di trovare il Signore è la preghiera: preghiamo il Signore, torniamo da Lui!

Nel Vangelo Gesù ci insegna come pregare: (ci) sono due uomini, uno … un presuntuoso, che va a pregare, ma … per dire che è un “bravo” … come (se) dicesse a Dio “ma guarda così bravo sono, se hai bisogno di qualcosa ditemi, io risolvo il tuo problema”; così si rivolge a Dio … presunzione; forse lui … faceva tutte le cose che diceva la legge, lo dice :<<digiuno due volte alla settimana pago le decime di tutto quello che possiedo>>, sono bravo!

Anche questo ci ricorda altri due uomini: ci ricorda … il figlio maggiore della parabola del figliol prodigo, quando va dal padre e … “Ma io che sono così bravo … non ho la festa, e a questo, che è un disgraziato, tu gli la fai la festa?”

Presuntuoso.

L’altro, che abbiamo sentito questi giorni e la storia di … di quell’uomo, ricco, un senza nome, ma era ricco, incapace di farsi un nome, ma era ricco, e non gli non importava nulla della miseria degli altri: sono questi che hanno sicurezza in se stessi, o nel denaro, o nel potere …

Poi c’è l’altro, il pubblicano, che non va davanti all’altare … no, resta a distanza: <<fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, si batteva il petto dicendo” O Dio abbi pietà di me peccatore”>>.

Anche questo ci porta al racconto del figliol prodigo, che se ne accorse dei peccati fatti, delle … cose brutte che aveva fatto: anche lui si batteva il petto … “Ritornerò a Mio padre: padre, Ho peccato!”

L’umiliazione …

Ci ricorda quell’altro, quel mendicante, il Lazzaro, alla porta del ricco, che viveva la sua miseria davanti alla presunzione di quel signore … sempre questa vena di persone nel Vangelo …

In questo caso il Signore ci insegna come pregare, come avvicinarsi, come dobbiamo avvicinarci al Signore: con umiltà.

C’è una bella immagine nell’inno liturgico della festa di San Giovanni Battista: dice che il popolo si avvicinava al Giordano per ricevere il battesimo “nuda l’anima e i piedi“: pregare con l’anima nuda, senza trucco, senza “travestirsi” delle proprie virtù.

Lui – lo abbiamo letto all’inizio della Messa – perdona tutti i peccati, ma … ha bisogno che io gli faccio vedere i peccati con la mia nudità: pregare così nudi, di cuore nudo, senza coprire, senza avere fiducia neppure di quello che ho imparato sul modo di pregare!

Pregare … tu e io, faccia a faccia, l’anima nuda: questo è quello che il Signore ci insegna.

Invece quando andiamo dal Signore un po’ troppo sicuri di noi stessi, cadremo nella presunzione di questo, o del figlio maggiore o di quel ricco che non mancava (di) nulla: avremo la nostra sicurezza in (un) altra parte.

Io vado del Signore per .. ma ci vuole andare non per essere educato, e gli parla da tu a tu, praticamente: Questa non è la strada!

La strada è abbassarsi: l’abbassamento, la strada è la realtà …. è l’unico uomo con questa parabola che aveva capito la realtà era il pubblicano: Tu sei Dio e io sono peccatore, questa è la realtà.

Ma dico che sono peccatore no dalla bocca, dal cuore: sentirsi peccatori …

Non dimentichiamo questo … che il Signore ci insegna: giustificare se stessi è superbia, è orgoglio, è esaltare se stesso, è travestirsi … di quello che non sono, e le miserie rimangono dentro.

Il fariseo giustificava se stesso: confessare direttamente i propri peccati senza giustificarli, senza dire “ma no, io ho fatto questo, ma no … non era colpa mia …”

L’anima nuda, l’anima nuda

Il Signore ci insegni a capire questo … questo atteggiamento per incominciare la preghiera: quando la preghiera incominciamo con le nostre giustificazioni, con le nostre sicurezze … non sarà preghiera, sarà parlare con lo specchio!

Invece quando incominciamo … incominciamo la preghiera con la vera realtà “sono peccatore, sono peccatrice” …. è un buon passo avanti per lasciarsi guardare dal Signore.

Che Gesù ci insegni in questo, a noi.

Facciamo la comunione spirituale:

“Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
E come già venuto, Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te.
Non permettere che mi abbia mai a separarmi da Te”.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".