Carissimi,
oggi il Papa durante l’omelia ha dato qualche istruzione pratica sul come gestire le richieste di perdono al Padre in assenza di sacerdote, una pratica che “tecnicamente” viene definita come “Votum Sacramenti”; al momento della comunione, si è rivolto a tutti coloro che seguono da casa invitandoli alla stessa preghiera per la comunione spirituale di ieri, e per il resto vale la pena meditare in profondità anche l’intera monizione introduttiva.

Terni 20 Marzo 2020
Ave Maria
Marco.

Ieri ho ricevuto il messaggio di un sacerdote, dal bergamasco, che chiede di pregare per i medici di Bergamo, Treviglio, Brescia, Cremona … che stanno al limite del lavoro, stanno dando proprio la propria vita per aiutare gli ammalati, per salvare la vita degli altri … e anche preghiamo per le autorità, che … per loro non è facile gestire questo momento, e tante volte soffrono delle incomprensioni: sia i medici, il personale ospedalieri, i volontari della salute, che le autorità, in questo momento sono colonne che ci aiutano ad andare avanti e ci difendono in questa crisi: preghiamo per loro!

Non c’è nessuno come te in cielo Signore,
perché Tu sei grande e compi meraviglie.

LettureOs 14, 2-10; Sal.80; Mc 12, 28-34.

Quando leggo o ascolto questo passo del Profeta Osea, che avevamo sentito nella prima lettura <<torna Israele al Signore tuo Dio, torna …>> … quando … lo sento mi viene alla memoria una canzone che cantava 75 anni fa Carlo Buti e che nelle famiglie italiane a Buenos Aires si ascoltava con tanto piacere: “torna dal tuo papà, la ninna nanna ancora ti canterà, torna …”

Ma è il tuo papà che ti dice di tornare, Dio è il tuo papà , non è il giudice, è tuo papà: torna a casa, ascolta, vieni …

E quel ricordo – ero ragazzino io – mi porta subito al papà del capitolo quindicesimo di Luca: quel papà che dice … vide venire il figlio da lontano, quel figlio che se n’è andato con tutti i soldi che gli aveva sprecato, ma se lo vide da lontano è perchè lo aspettava … saliva al terrazzo quante volte al giorno, durante giorni e giorni e mesi, anni forse, aspettando il figlio …

Lo vide da lontano: torna dal tuo papà, torna dal tuo padre, e lui ti aspetta … è la tenerezza di Dio che ci parla specialmente nella Quaresima, il tempo di entrare in noi stessi, e ricordare il padre, e tornare dal Papà.

“no padre, io ho vergogna di tornare perché, lei sa, padre, io ne ho fatte tante, ne ho combinato tante … cosa dice il Signore? Torna, io ti guarirò dalla tua infedeltà, ti amerò profondamente, perché la mia ira si è allontanata: sarò come rugiada, fiorirai come un giglio e metterai radici come un albero del Libano.

Torna … dal tuo padre, che ti aspetta: il Dio della tenerezza che … ci guarirà, ci guarirà da tante tante ferite della vita e da tante cose brutte che abbiamo combinato.

Ognuno ha le proprie!

Ma pensare questo “tornare da Dio è ritornare all’abbraccio, all’abbraccio del padre … e pensare quell’altra promessa che fa, con Isaia credo … “se i tuoi peccati sono brutti come lo scarlatto, ma io … ti farò bianco come la neve”: Lui è capace di trasformarci, lui è capace di cambiare il cuore ma ci vuole dare il primo passo, tornare.

Non è andare da Dio no, è tornare a casa, e la quaresima sempre punta su questa conversione del cuore che … nell’abitudine cristiana prende corpo nel sacramento della confessione: è il momento per … non so se “aggiustare i conti”, non mi piace quello, è il momento di lasciare che Dio ci imbianchi, che Dio ci purifichi, che Dio ci abbracci.

Io so che tanti di voi per Pasqua andate a fare la confessione, per ritrovarci con Dio, ma tanti mi diranno oggi “ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché … non si può uscire da casa e io voglio fare la pace col Signore, io voglio che lui mi abbracci, che il mio papà mi abbracci … come posso fare se non trovo sacerdote?

Ma tu fai quello che dice il catechismo, che è molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti parla con Dio: è tuo Padre, e digli la verità!

Signore: ho combinato questo questo questo, scusami … e chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’atto di dolori e promettigli: dopo mi confesserò, ma perdonami adesso! e … subito tornerei alla grazia di Dio!

Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il catechismo, al perdono di Dio, senza avere alla mano un sacerdote.

Pensate voi … è il momento, e questo è il momento giusto, il momento opportuno.

Un atto di dolore ben fatto … e così la nostra anima diventerà bianca, come la neve.

Sarebbe bello che oggi nei nostri orecchi risuonasse questo “torna“: “torna dal tuo papà, torna dal tuo padre, ti aspetta, e ti farà festa!”

Tutti … che sono lontani, ci uniamo a questo sacrificio, facciamo la comunione spirituale:

<<Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro, e ti offro il pentimento del mio cuore, che si abissa nel suo nulla e nella tua Santa Presenza.
Ti adoro nel Sacramento del tuo amore.
Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.
In attesa della felicità della Comunione Sacramentale voglio possederti in Spirito: vieni a me o mio Gesù, poiché io vengo a te!
Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere per la vita e per la morte.
Gesù, credo in te, spero in te, ti amo>>.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".