Carissimi,
nella messa di oggil il Santo Padre ha invitato coloro che seguono da casa a fare la comunione spirituale, recitando una breve “preghiera” conosciuta come “Ai tuoi piedi mi prostro”, composta dal Cardinale Raffaele Merry del Val presumibilmente per l’adorazione eucaristica.

Mentre seguivo io la liturgia, il picco di ascolti sul canale YouTube è stato di circa 1500 utenti … un numero tuttosommato modesto, ma che ovviamente non conta la quantità di persone che segue in diretta dalle televisioni che rilanciano la trasmissione di quella vaticana.

Il Papa oggi vestiva ovviamente i paramenti bianchi nella solennità di San Giuseppe: anche oggi abbiamo avuto un breve tempo di adorazione eucaristica, che ha seguito la comunione e terminato la Santa Messa.

Seguono come al solito la trascrizione della monizione introduttiva, durante la quale il Santo Padre oggi si è rivolto esclusivamente ed accoratamente ai carcertati, l’antifona d’ingresso, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia e il testo integrale della preghiera per la comunione spirituale letta dal Santo Padre.

Terni 19 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco.

Preghiamo oggi per i fratelli e le sorelle che sono in carcere, per … loro soffrono tanto per l’incertezza di quello che accadrà dentro al carcere e anche pensando alle loro famiglie, come stanno … se qualcuno è malato, se manca qualcosa … siamo vicini ai carcerati oggi, che soffrono tanto in questo momento di incertezza e di dolore

Ecco il servo Saggio e fedele,
che il Signore ha posto a capo della sua famiglia.

Letture2 Sam 7, 4-5.12-14.16; Sal 88; Rm 4, 13.16-18.22; Mt 1, 16.18-21.24.

Il Vangelo … si dice che Giuseppe era giusto, cioè un uomo di fede, che viveva la fede: un uomo che può essere elencato nella lista di tutta quella gente di fede che abbiamo ricordato oggi nell’ufficio delle letture, quella gente che ha vissuto la fede come fondamento di ciò che si spera, come garanzia di ciò che non si vede, e la prova di (ciò) che non si vede.

E Giuseppe uomo di Fede: per questo era giusto non solo perché credeva ma anche viveva questa Fede: un giusto.

E’ stato eletto per educare un uomo che era uomo vero, ma che anche era Dio.

Ci voleva un uomo-dio per educare un uomo così ma non c’era: Il Signore ha scelto un giusto un uomo di Fede, un uomo capace di essere uomo, e anche capace di parlare con Dio, d’entrare nel mistero di Dio, e questa è stata la vita di Giuseppe: vivere la sua professione la sua vita di uomo … e … entrare nel mistero: un uomo capace di parlare col mistero, di interloquire col mistero di Dio!

Non era un sognatore: entrava nel mistero con la stessa naturalità con cui portava avanti suo mestiere, con questa precisione del suo mestiere: lui era capace di aggiustare un angolo millimetricamente sul legno, sapeva come farlo, era capace di ribassare, di fare meno un millimetro del legno, della superficie del legno, giusto, era preciso, ma anche era capace di entrare nel mistero che lui non poteva controllare.

Questa è la santità di Giuseppe: portare avanti la sua vita, il suo mestiere con giustezza, con professionalità, e al momento … entrare nel mistero.

Quando il Vangelo ci parla dei sogni di Giuseppe ci fa capire questo: entra nel mistero.

Io penso alla Chiesa, oggi, in questa solennità di San Giuseppe: i nostri fedeli, i nostri vescovi, i nostri sacerdoti, i nostri consacrati e consacrate … i Papi, sono capaci di entrare nel mistero? O hanno bisogno di regolarsi secondo le prescrizioni, che li difendono da quello che non possono controllare?

Quando la Chiesa perde la possibilità di entrare nel mistero, perde la capacità di adorare: la preghiera di adorazione soltanto può darsi quando si entra nel mistero di Dio. 

Chiediamo al Signore la Grazia, che la Chiesa possa vivere nella concretezza della vita quotidiana e anche nella “concretezza”, fra virgolette, del mistero; se non può farlo, sarà una Chiesa a metà, sarà un’associazione pia portata avanti da prescrizioni, ma senza il senso dell’adorazione.

Entrare nel mistero non è sognare, entrare nel mistero è precisamente questo: adorare, entrare nel mistero è … fare oggi quello che faremo nel futuro, quando arriveremo alla presenza di Dio: adorare!

Il Signore dia alla chiesa questa Grazia.

Tutti coloro che sono lontani e seguono la Messa per televisione, invito a fare la comunione spirituale:

Ai tuoi piedi o mio Gesù mi prostro, e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella tua santa presenza.

Ti adoro nel sacramento del tuo amore.

Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.

In attesa della Felicità della comunione sacramentale voglio possederti in Spirito.

Vieni a me o mio Gesù, che io venga da te: possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere per la Vita e per la morte.

Credo in te,
Spero in te,
Ti amo!

Così sia.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".