
Con l’avvicinarsi del Santo Natale,la liturgia della Parola ci invita sempre più da vicino a costruire un rapporto personale con l’Emmanuele, il Dio con noi.
Viviamo in un mondo che sempre più spesso genera incertezze sulla presenza di Dio: L’osservare un diffondersi pervasivo del male e la sofferenza degli innocenti portano molte persone a domandarsi se Dio sia davvero presente nella storia umana.
Anche il popolo d’Israele fece questa esperienza: Nel deserto, a Massa e Meriba (come possiamo leggere in Esodo 17,7) gli Israeliti misero alla prova il Signore e si dissero l’un l’altro: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».
La verità è che noi siamo sempre davanti al Signore: La sua presenza non viene mai meno! Potrà forse vacillare la nostra consapevolezza, senza che possa mai cambiare la realtà della presenza di Dio!
I Salmi proclamati oggi ci ricordano che Dio è presente nella creazione, nella santità, nella benedizione e nel cuore di chi lo accoglie: Il Signore non è lontano, è il Re della gloria che desidera entrare nella nostra vita e dimorare con noi.
La prima lettura (dal profeta Isaia 7,10-16), ci presenta il segno dell’Emmanuele: In un tempo di crisi e di paura, Dio offre ad Acaz la possibilità di chiedere un segno, ma il re si rifiuta con un pretesto tuttosommato ragionevole. Dio però non ritira la sua promessa: annuncia la nascita dell’Emmanuele, del “Dio con noi”, come garanzia di salvezza e di futuro per il popolo e per la dinastia di Davide.
Soprattutto ai tempi dell’Antico Testamento un “segno” era visto come efficace conferma della parola del profeta, infatti nel Deuteronomio (capitolo 18, versetto 21) possiamo leggere: «Come potremo riconoscere una parola che il Signore non ha detto?». Dio stesso quindi invita il suo popolo a discernere la sua voce e a fidarsi di Lui, perché non abbandona mai i suoi figli alla confusione.
Nel Nuovo Testamento incontriamo Gesù come il pieno compimento della promessa dell’Emmanuele: egli precede sempre i suoi discepoli, come detto da lui stesso: «Dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea» (Mt 26,32).
Riconosciamoci in pericolo di poterci comportare proprio come Acaz: chiusi, timorosi, incapaci di riconoscere i segni della presenza di Dio, quando Gesù stesso, l’Emmanuele, si fa guidare completamente dalla Parola di Dio, in totale unione e accordo con il Padre, al punto che soprattutto nel Vangelo di Giovanni ci viene presentato come la Parola fatta carne.
Rallegriamoci, perché Dio ha posto la sua dimora in mezzo a noi!
Nel Vangelo di oggi ascoltiamo il racconto della nascita di Gesù: praticamente tutto il Vangelo di Matteo è attraversato dal tema dell’Emmanuele … si apre con l’annuncio: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele» (Mt 1,23), e si chiude con la promessa di Gesù risorto: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
Gesù nasce nella discendenza giusta, quella di Giuseppe, uomo giusto e misericordioso: nell’Antico Testamento la giustizia era legata all’osservanza della legge, Giuseppe, però, va oltre la legge, sceglie la misericordia e protegge Maria.
Il bambino nasce per opera dello Spirito Santo: Lo Spirito, presente fin dalla creazione, inaugura una nuova creazione. In Cristo, Dio ricostruisce ciò che il peccato aveva ferito.
Chi nasce in Cristo diventa una nuova creatura e vive nella presenza continua di Dio.
Nella seconda lettura (dalla Lettera ai Romani 1,1-7) san Paolo ci ricorda che siamo chiamati all’obbedienza della fede: Obbedire nella fede significa dire “sì” a Dio anche quando non comprendiamo tutto, fidandoci che la sua chiamata conduce alla vita. San Paolo stesso testimonia questa fede quando afferma: «Per me il vivere è Cristo» (Fil 1,21).
Una vita centrata su Gesù Cristo è capace di dare un senso ad ogni cosa: al lavoro, alla sofferenza, alle relazioni e alla speranza, e persino la morte non è la fine, ma il passaggio alla pienezza della vita con Dio.
Manifestiamo quindi la nostra fede nella presenza di Dio con una vita retta e coerente, ed affidiamoci a Maria, Madre dell’Emmanuele: Lei che ha vissuto ogni momento alla luce della presenza di Dio ci insegni a riconoscere che il Signore è sempre con noi e a testimoniare questa fede non solo con le parole, ma con la vita quotidiana.
Roma 21 Dicembre 2025
Padre Isaiah Mwango, SDB
