Ci sono casi in cui nell’accingersi a meditare un mistero, un’immagine che lo riguarda ti viene a mente prima che tu possa iniziare a considerarlo.

Ciò nonostante conviene sempre poi tornare all’enunciazione del mistero, anche solo mentale, e poi alla lettura di un passo di Vangelo corrispondente, e vi do evidenza del perché leggendo il Vangelo secondo Luca dal versetto 46 al 52, che riporto a fine articolo: potete constatare che li sta scritto “tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo

Mi ero “perso” l’angoscia … cosa non da poco per due genitori che non trovano un figlio da tre giorni … però forse perché la mia attenzione era stata attratta completamente dalla delicatissima umiltà di Maria, che anche in una circostanza del genere si mette “dopo” il marito.

Potrebbe bastare questa immagine come spunto di meditazione e contemplazione, da tenere nel cuore mentre si prega la decina, ma in questo mistero poi l’umiltà ci sorprende ancora di più in quella di Gesù, mite e umile di cuore, che dopo aver dato una risposta che può sembrarci dura e incomprensibile, poi tornò con i genitori e “stava loro sottomesso”.

Contempliamo quindi questo mistero come hanno fatto i “Dottori della Legge”, perdiamoci in questa umiltà di cuore di Gesù dalla quale Gesù ci chiede di “imparare” (Mt 11, 29), e lasciamoci affascinare da quella di Maria, che aveva prima di aver avuto bisogno di “lezioni”.

Terni 8 Maggio 2020
Ave Maria
Marco

“Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".