Carissimi,
anche stamattina, in questa Terza Domenica di Quaresima, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa dalla cappella di Casa Santa Marta, in un clima sostanzialmente sobrio e “feriale”, con una lettura e un salmo, con un omelia breve ma efficacissima … e si è fermato a pregare un pò più a lungo del solito davanti alla statua di Maria mentre il canto finale acclamava “Ti Saluto o Croce Santa”.

Anche oggi ho trascritto sia la monizione introduttiva che l’intera omelia.

Terni 15 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco

Il Papa entra nella cappella di Casa Santa Marta per la celebrazione della Santa Messa nella Terza Domenica di Quaresima

In questa Domenica di Quaresima tutti insieme preghiamo per gli ammalati, per le persone che soffrono, e oggi vorrei fare con tutti voi una preghiera speciale per le persone che con il suo lavoro garantiscono il funzionamento della società, i lavoratori delle farmacie, dei supermercati, del trasporto, i poliziotti …

Preghiamo per tutti coloro che stanno lavorando perché in questo momento la vita sociale, la vita della città, possa andare avanti.

Il Vangelo ci fa conoscere un dialogo, un dialogo storico – non è una parabola, questo è successo – di un incontro di Gesù con una donna, con una peccatrice.

E’ la prima volta nel Vangelo che Gesù dichiara la sua identità, e la dichiara a una peccatrice che ha avuto il coraggio di dire la verità: non ho … questi che ho avuto non sono stati i miei mariti … e poi con lo stesso argomento è andata (ad) annunziare Gesù: venite, forse sarà il Messia, perché mi ha detto tutto quello che ho fatto.

Non va con argomenti teologici: voleva forse nel dialogo con Gesù, in questo monte e l’altro monte … ma con la sua verità … e la sua verità è quello che la santifica, la giustifica.

è quello che il Signore usa: la sua verità, per annunciare il Vangelo.

Non si può essere discepoli di Gesù senza la propria verità, quello che siamo.

Non si può essere discepoli di Gesù soltanto con le argomentazioni – su questo monte … su quell’altro – : questa donna ha avuto il coraggio dialogare con Gesù – perché questi due popoli non dialogavano fra loro – ha avuto il coraggio di interessarsi della proposta di Gesù, di quell’acqua, perché sapeva che aveva sete.

Ha avuto il coraggio di confessare le sue debolezze, i suoi peccati, anzi il coraggio di usare la propria storia come garanzia che quello era un profeta: “mi ha detto tutto quello che ho fatto”.

Il Signore sempre vuole il dialogo con trasparenza, senza nascondere le cose, senza doppie intenzioni: sono così e così parlo con il Signore, come sono: una mia verità.

e così, dalla mia verità per la forza dello Spirito Santo trovo la verità: che il Signore è il Salvatore: Quello che è venuto per salvarmi e per salvarci.

Questo dialogo così trasparente a Gesù e a la donna finisce con quella confessione nella realtà messianica di Gesù: ecco … la conversione di quel Popolo, quella raccolta che il Signore vide biondeggiare, che veniva da lui … perché nel tempo della raccolta.

il Signore ci dia la grazia di pregare sempre con la verità, di rivolgersi al Signore con la mia verità, non con la verità degli altri, non con delle verità destilate in argomentazioni: è vero ho avuto 7 mariti, questa è la mia verità.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".