
Carissimi,
oggi la Chiesa fa memoria della Beata Vergine Maria “Del Rosario”: il titolo del post riporta fedelmente, tutte maiuscole comprese, l’esatta dicitura della pagina della liturgia del giorno dal sito della Conferenza Episcopale Italiana.
Alla fine della Messa a cui ho partecipato stamattina, il celebrante, di sua iniziativa, ha ritenuto di recitare la famosa Supplica alla Madonna di Pompei… ma in realtà la consuetudine vuole che la Supplica sia recitata a mezzogiorno della prima domenica di ottobre: la cosa è stata fatta notare e così, volendo controllare le fonti di riferimento, ho deciso di approfondire la questione.
Perché la prima domenica di ottobre e non il 7 ottobre?
- L’antica data liturgica: Nel 1572, Papa Pio V istituì la festa della Madonna della Vittoria fissata al 7 ottobre, per commemorare la vittoria della flotta cristiana nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Già nel 1573 Papa Gregorio XIII la rinominò festa del Santo Rosario e la spostò alla prima domenica di ottobre; nel 1716 Papa Clemente XI la estese infine a tutta la Chiesa.
- La continuità a Pompei: Nel 1913 Papa Pio X riportò definitivamente la memoria liturgica nel calendario al 7 ottobre, giorno esatto della storica battaglia. A Pompei, tuttavia, si scelse di conservare la tradizione della prima domenica: celebrare la recita solenne la prima domenica del mese permetteva, e permette tuttora, di facilitare il raduno e la partecipazione di migliaia di pellegrini grazie alla festività.
La fonte e l’origine storica
L’origine della Supplica, ed in particolare della consuetudine della sua recita autunnale, risale al 1883:
- L’Autore: Il testo fu scritto da San Bartolo Longo, canonizzato il 19 ottobre 2025 e fondatore del Santuario mariano di Pompei; originariamente la preghiera venne composta con il titolo di “Atto d’amore alla Vergine”.
- L’Ispirazione: Il motore che spinse Longo a redigere l’invocazione fu la pubblicazione dell’Enciclica Supremi apostolatus officio, promulgata il 1° settembre 1883 da Papa Leone XIII. Preoccupato per i mali, le tensioni sociali e le ostilità verso la Chiesa dell’epoca, il Pontefice indicò ai cattolici la preghiera corale del Rosario come uno strumento sicuro per il conseguimento del bene spirituale della società.
- La prima recita: Bartolo Longo accolse le parole dell’Enciclica come un incoraggiamento formale per la sua opera nella valle di pompei e compose il testo proprio in segno di adesione concreta all’invito del Papa; la Supplica fu recitata per la prima volta in forma corale il 14 ottobre 1883.
In definitiva, al di là delle abitudini particolari di Pompei, e fermo restando che per devozione privata la si può recitare quando e quanto si crede, la sua recita nella data del 7 ottobre sembra comunque “propria”.
Oltre alla data di ottobre, la pratica della Supplica ha generato nel tempo una serie di consuetudini comunitarie, liturgiche e devozionali, strutturate originariamente dallo stesso Bartolo Longo per rendere questa preghiera un evento corale:
- La recita dell’8 maggio: È l’altra grande data solenne, forse la più conosciuta a livello nazionale. La Supplica viene recitata in questo giorno per ricordare l’8 maggio 1876, data in cui fu posata la prima pietra del Santuario di Pompei.
- Il Mezzogiorno in punto: La consuetudine impone che la preghiera corale (sia a maggio sia a ottobre) inizi esattamente allo scoccare delle ore 12:00. Questo orario coincide tradizionalmente con la preghiera dell’Angelus, momento in cui il lavoro agricolo e cittadino si fermava, permettendo un’unione spirituale ideale dei fedeli di tutto il mondo, un concetto che Longo definiva “l’Ora del Mondo”.
- Le Novene preparatorie e di ringraziamento: La Supplica in realtà non è concepita come una preghiera isolata, ma come il culmine di un percorso. La consuetudine prevede infatti la recita di una Novena d’Impetrazione (per chiedere una grazia specifica) nei nove giorni precedenti all’8 maggio o alla prima domenica di ottobre, seguita nei giorni successivi da una Novena di Ringraziamento.
- I Quindici Sabati del Rosario: Un’altra pratica strettamente legata al Santuario di Pompei e alla preparazione della Supplica. Consiste nell’impegno di comunicarsi e recitare il Rosario per quindici sabati consecutivi (numero che richiama i 15 misteri tradizionali del Rosario); si possono ovviamente fare in qualsiasi periodo dell’anno, non solo in preparazione alle due date solenni di maggio e ottobre.
- La sincronizzazione mediatica: Fin dall’avvento della radio, e successivamente con la televisione, la diretta radiotelevisiva della Supplica da Pompei è diventata una vera e propria consuetudine sociale in Italia. Questo ha permesso di estendere la “coralità” della preghiera agli ammalati, agli ospedali, alle carceri e alle comunità di emigrati italiani all’estero, mantenendo l’intento originale di Bartolo Longo di creare una “catena” che unisse i fedeli lontani.
- L’Indulgenza Plenaria: Per concessione della Penitenzieria Apostolica (rinnovata più volte nel tempo), chi recita devotamente la Supplica con fede nei giorni stabiliti (8 maggio e prima domenica di ottobre), alle solite condizioni previste dalla Chiesa (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa), può lucrare l’indulgenza plenaria.
Chi invece avesse “perso” l’occasione per l’indulgenza, si ricordi che in ogni caso se ne può lucrare una quotidianamente recitando almeno una corona del Santo Rosario all’interno di una chiesa o di un pubblico oratorio, oppure in famiglia, in una comunità religiosa o in una pia associazione, ed è parimenti valida la recita in unione spirituale a quella guidata dal Papa e trasmessa in diretta televisiva o radiofonica … ovviamente sempre alle solite condizioni.
Come vedete, tutto quanto sopra “esiste” da ben prima dei tempi di Medjugorje, dopo i quali l’unica cosa che è cambiata è che il Beato Bartolo Longo è diventato San Bartolo Longo: sembra quindi che il Santo Rosario … ci faccia Santi 🙂
Terni 7 Ottobre 2026
Ave Maria!
Marco.
