Carissimi,

in questa prima domenica in viola iniziamo questo “Seminario di Vita Nuova nello Spirito” con “Maria Regina della Pace”: seguiamo il secolare cammino della Santa Quaresima presi per mano dalla Gran Madre di Dio e dai suoi messaggi, ovunque lei ce li abbia donati.
Per poter meglio proseguire questo cammino ed avere una consapevolezza maggiore nel leggere e meditare sul Vangelo di oggi, proviamo a contemplare il “sottotitolo” che la Conferenza Episcopale Italiana ci propone alla prima lettura dal libro della Genesi e che fa da titolo a questa riflessione.
Nella Genesi viene sì raccontata in modo conciso e simbolico la storia della creazione, ma si introduce il concetto di “peccato”, termine con il quale abbiamo bisogno di “fare pace” se vogliamo veramente vivere con frutto queste cinque settimane.
Tralasciando ogni considerazione teologica, tagliamo corto: se il Dio che ci ha creati ci dà dei “comandamenti”, è perché ci conosce e sa che facendo quelle azioni che Lui ci “comanda” di non fare, ci stiamo solamente facendo del male, punto. Full Stop.
Di questo, intrisi di mondo e con sempre meno tempo dedicato alla preghiera, non siamo tipicamente più consapevoli: educati (non a torto) a concepire il peccato come un’offesa a Dio perché limitati dalla nostra visione antropomorfa condizionata dalla nostra debole natura, riflettiamo: ma veramente quel “Dio Immutabile ed Eterno” si offende se noi pecchiamo o meno? Diventerà forse più o meno buono, più o meno eterno, o al più “si addolorerà” nel vederci ancora schiavi della carne nonostante ci abbia dato dei sintetici criteri di salvezza terrena e celeste?
Proviamo a scendere quasi a livello dialettale, osando immaginare un dialogo fra il Padre e la sua creatura
Caro Figlio
io ti ho pensato, io ti ho creato, so bene come “funzioni” …
… ti ammonisco: se fai le cose A,B,C,D,E,F,G,H,I,L ti fai del male
anche se al momento a te non sembra …
… poi non venirmi a dire che non ti avevo avvertito eh …
Immaginate ora quel Padre che alla creatura dà pure la sua benedizione, ben sapendo che “peccherà”, e ciò nonostante come avvenuto al figliol prodigo gli dà la sua parte di eredità … aspettando solo in cuor suo proprio che torni a venirglielo a dire …
Ecco, perché da Adamo in su, in questo senso non è cambiato niente, ma proprio niente: polvere eravamo, polvere torneremo, tutti, indistintamente, e ad oggi fra le creature da questa “corruzione” sembrerebbe sia stata preservata solamente la Gran Madre di Dio, perché persino suo Figlio è passato dalla morte terrena …
Leggiamo ora, con più consapevolezza, il Santo Vangelo di oggi (secondo Matteo):
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.
Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane».
Ma egli rispose:
«Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse:
«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
“Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».
Gesù gli rispose:
«Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:
«Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose:
«Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Mettiamo per una volta il Vangelo al centro, usando persino la formattazione del testo per farlo: se vogliamo che il diavolo ci lasci, e che gli angeli ci servano, ora sappiamo come fare.
Buona e Santa Quaresima!
Mestre 22 Febbraio 2026
Ave Maria!
Marco Piagentini
P.S. San Tommaso d’Aquino: “Non enim Deus a nobis offenditur nisi ex eo quod contra nostrum bonum agimus” (Dio non viene offeso da noi se non per il fatto che agiamo contro il nostro stesso bene – Summa Contra Gentiles, III, 122).
P.P.S. L’immagine è AI-Assisted con evidente watermarking, siamo nel 2026, e mentre il Sabato frequentiamo magari un ambiente “Vetus Ordo”, non dimentichiamoci del presente e del futuro.
