Carissimi,
alcune riflessioni maturate in questi giorni, mi ispirano a condividere con voi un episodio vissuto anni fa a Medjugorje: sono passati tanti anni, mi pare fosse il 2003 o al più il 2004, mi sono sicuramente dimenticato qualche dettaglio, ma la sostanza è ancora ben presente in me come se tutto fosse successo pochi minuti fà.

Era una mattinata estiva, ed ero di ritorno da un uscita di buon mattino sul Krizevac, quando poco prima delle 8 mi siedo ad uno dei bar ai piedi del monte per ordinare un cappuccino, e mi siedo per caso vicino a Roland che leggeva un giornale croato mentre anche lui faceva colazione.

Era stato da poco a Terni nella mia città nel mio gruppo di preghiera, ci eravamo incrociati più volte, e così ho preso l’occasione per consumare il mio cappuccino con lui e approfittare per 4 chiacchere informali, le quali furono capaci di cambiarone INTEGRALMENTE la mia “visione” su Medjugorje.

Fra gli argomenti della conversazione, si parlava di canti, e così colsi l’occasione per “suggerirgli elegamentemente” l’esecuzione del canto di Vittorio Gabassi … la famosa Canzone di Medjugorje.

Ormai tutti voi conoscono questo canto, grazie anche all’ampia diffusione che ne ha fatto Radio Maria per anni, ma allora era un frutto “molto fresco” maturato all’interno di quello che allora era il mio gruppo di preghiera, che nel maggio dell’anno precedente si trovava ad avere fra i suoi pellegrini un “cantAutore”.

E così, durante la conversazione, Roland mi disse più o meno così: “… Si, è un bellissimo canto, ma lo dovete fare voi nei vostri gruppi, io non lo posso fare qui a Medjugorje …”

Perplesso, gliene chiesi il motivo … e lui …

“… perchè i canti che facciamo qui devono “esprimere Pace … attraverso di essi il pellegrino deve sperimentare la Pace …”

Credetemi, sono dovuto restare qualche secondo in silenzio, e quindi in meditazione tutto il resto del giorno … ripeto che a distanza di anni sicuramente non ricordo le “parole esatte” che mi disse Roland, ma senz’altro le sue frasi fissarono una volta per tutte nel mio cuore uno degli aspetti ESSENZIALI di tante apparizioni della Gospa.

Mi si aprì un universo: non solo capivo che dietro quel coro c’era una regia certamente non solo artistica, ma per la prima volta dopo tanti pellegrinaggi mi accorgevo del titolo di “Regina della PACE” di Maria.

Io, che ero passato dal fervore degli inizi, all’attivismo di impegnarmi profondamente con un gruppo di preghiera di giovani e di iniziare a frequentare i seminari per le guide, io che avevo letto e riletto tutti i messaggi, pregato centinaia di rosari, distribuito migliaia di messaggi, etc etc etc … allora non mi ero ancora reso conto bel cuore che la Gospa aveva scelto di manifestarsi con il titolo di “Regina della PACE”

FINALMENTE intuivo almeno in parte il senso del “quarto voto” dei religiosi dell’Oasi della Pace, cioè quello di “essere Pace”, di incarnare la pace in ogni aspetto della propria vita.

FINALMENTE capivo che la forma più efficace della testimonianza che si potevo dare al mondo dell’essere un “caro figlio” della Gospa, non era quello di impegnarmi in numerose attività fra le quali quella di distribuire numerose copie dei messaggi, ma era semplicemente di “vivere in Pace”: sarebbe stato in quel modo che la gente, accorgendosi della mia PACE, si sarebbe incuriosita circa la sorgente di questa pace.

Terni (Medjugorje) Estate 2003 ->Primavera 2011
Ave Maria!
Marco.

Scritto da:

Regina della Pace

Maria di Nazaret