Carissimi,
vi scrivo da Porto Recanati, appena di ritorno dal rosario delle 21 recitato in Santa Casa, oggi nell’anniversario delle apparizioni di Fatima e dell’attentato a Giovanni Paolo II, come giustamente ha ricordato il celebrante.

Sì, il celebrante, perché per santa tradizione durante l’intero mese di Maggio nella Basilica della Santa Casa di Loreto alle 21 si recita il Santo Rosario in forma solenne e comunitaria, si fa una piccola e suggestiva processione proprio in Santa Casa mentre si cantano le litanie, e si termina con la recita comunitaria di Compieta a partire dal Salmo, con tanto di benedizione e congedo: “Il Signore vi conceda una notte serena e un riposo tranquillo, andate in pace”.

Una vera e propria rarità poter vivere la Compieta in pubblico guidata da religiosi, un dono che a mia conoscenza in Italia può essere vissuto solo qui a Loreto e da luglio a settembre in Porziuncola a Santa Maria degli Angeli.

Comunque, non mi trovo da queste parti “per caso”: infatti, dopo la Laurea in Ingegneria Informatica conseguita il 19 febbraio – un vero e proprio dono della Gospa in particolare per l’inatteso 110 e Lode e per la richiesta di pubblicazione monografica della tesi – sono stato ispirato a iscrivermi a due esami della Laurea Magistrale, e per poter seguire le lezioni ad Ancona più comodamente mi sono “sistemato” a Porto Recanati, dove ho affittato un piccolo monolocale.

Dopo eremotr.reginadellapace.it (il mio attuale domicilio) ed eremolu.reginadellapace.it (la mia attuale residenza) abbiamo così un vero e proprio piccolo eremomc.reginadellapace.it. Non andate a vedere questi siti perché ancora non c’è praticamente niente (eremolu aprirà a settembre come struttura di accoglienza), ma per farvi capire la mia logistica: ogni mattina mi sveglio per fare le Lodi davanti all’alba sul mare (una prospettiva oggettivamente “fronte Medjugorje”), quando vado in facoltà ad Ancona vedo la Basilica all’andata e al ritorno, ho anche iniziato una collaborazione professionale con un’azienda di Castelfidardo con una meravigliosa vista sempre su Loreto, e mi sento sempre più benedetto e destinatario di grazie immeritate e senza numero.

Da qui la mia decisione di corrispondere con un cammino di oblazione benedettina di cui vi informerò più avanti … stasera, però, volevo condividervi una lettura più oggettiva sugli episodi di Fatima.

È ben noto, infatti, che i piccoli pastorelli dopo le prime apparizioni pregavano il Rosario dicendo “Ave Maria” e rispondendo “Santa Maria”. Detta così sembrerebbe una tenerissima forma di preghiera di bambini, magari ancora più gradita perché “di chi è come i bambini è il regno dei cieli”.

In realtà, la verità storica è un po’ più articolata e, se vogliamo, più vicina alle nostre umane debolezze: Lucia, Francisco e Jacinta, ben prima che iniziassero le apparizioni, erano sì pastorelli, ma i loro genitori – opportunamente e santamente – avevano chiesto loro di recitare il Rosario ogni giorno al pascolo; loro, per sbrigare la pratica nel minor tempo possibile, avevano inventato un vero e proprio “algoritmo di compressione” per poter tornare a giocare con le pecore il prima possibile: passavano infatti i grani della corona dicendo semplicemente “Ave Maria” e rispondendo “Santa Maria”.

Così, in pochi minuti, il “batch” era completato e loro potevano riprendere a giocare … non accade forse così in tante nostre chiese dove in luogo del Santo Rosario Meditato viene invece “recitato”, per così dire, un rosario “mitragliato”? Sì, perché mi ricordo un giorno che entrai in una chiesetta di Terni quando il canonico gruppetto di vecchiette MITRAGLIAVA letteralmente il povero tabernacolo con proiettili fatti di

AveMariaPienaDiGraziaIlSignorEconTeTuSeiBenedettaFraLeDonneBenedettoIlFruttoDelTuoSenoGesù

ed il secondo coro

SantaMariaMadreDiDioPregaPerNoiPeccatoriAdessoEnellOraDellaNostraMorteAmen

La peculiarità, in quel caso, era che il “Santa Maria” iniziava più o meno all’altezza di “SenoGesù”, per cui non solo il Nome che è al di Sopra di ogni Altro Nome non veniva messo al centro, ma veniva “sovrascritto” per recuperare qualche altro secondo e “sbrigare la pratica” in 14 minuti e 40 secondi piuttosto del canonico quarto d’ora.

È forse questo “pregare il Santo Rosario?”

I tre pastorelli hanno dovuto attendere la visita della “Signora più splendente del sole” che per loro si è fatta “Catechista” e aiutarli a capire che la preghiera non è un “processo da terminare” entro una deadline, ma una relazione da abitare con santa pace.

La Madonna non li ha rimproverati per la loro ingenuità, ma ha mostrato loro che ogni singola parola del Rosario era un’arma necessaria per fermare le guerre e salvare le anime.

Si tratta di una lezione fondamentale per noi “Medjugoriani”: spesso nella nostra vita di preghiera cerchiamo scorciatoie e “semplifichiamo” i processi spirituali per incastrarli tra una consulenza e un esame, dimenticando che un vero cammino di perfezione richiede che spirito, anima e corpo siano presenti interamente in quello che facciamo.

I più esperti del settore avranno capito che quel termine “deadline” non è messo così a caso: sto seguendo un corso di “Sistemi Operativi Dedicati” mentre affrontiamo le problematiche della programmazione dei sistemi industriali mission-critical, ed in tal caso programmare il software di un aereo che su 10000 voli “si permette” di non aprire il carrello nell’esecuzione numero 8192 no, non è per niente igienico …

Ecco, la preghiera non è questione di “programmazione” … certo, i religiosi ci insegnano che seguire una “regola” a tempi sostanzialmente fissi è una via di Santità, ma per chi non ha questo dono le preghiere del mattino e della sera fatte con il cuore sono ancora un’ancora di salvezza senza paragoni.

Porto Recanati 13 Maggio 2026
Ave Maria!
Marco.

[Pubblicato anche su maria.reginadellapace.it e infodamedju]

Scritto da:

Marco @ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".