Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)

Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Audio della riflessione

La nostra vita talvolta ha la caratteristica della monotonia; sempre le stesse cose, sempre le stesse persone, sempre le stesse idiozie. Possibile che non ci sia qualche momento in cui possiamo vedere un poco più in là della punta del nostro naso? Gesù sta faticando  a tirar su i suoi dodici fino a farli coraggiosi e intrepidi suoi seguaci, annunziatori della buona notizia, del vangelo. Li vede ancora troppo tranquilli da una parte e ingenui dall’altra. Credono che la rivoluzione di Gesù sia dietro l’angolo. Se a Lui il Padre non ha risparmiato la fatica delle decisioni vere, belle, definitive nel deserto, anche gli apostoli provato il loro deserto quando hanno visto Gesù morire da delinquente e da sacrilego sulla croce. Come hanno fatto a resistere, a non scoraggiarsi, a fare il vero salto nella fede e nelle braccia della grande bontà di Dio mio Padre?

Occorre che si immergano in una visione d’amore assoluta: saper dare la vita per gli amici come ha fatto lo stesso Dio in Gesù. Occorre che vadano oltre la loro mentalità molto ancorata, e giustamente, all’esperienza religiosa dei profeti della Legge, diremmo noi del Primo testamento, che noi chiamiamo antico, ma che sicuramente non lo era certo per loro, perché era la base ineguagliabile della loro fede nel Dio di Abramo, di Mosè.Da Abramo e Mosè occorre fare un salto ardito nella Trinità, nel Padre, Figlio e Spirito Santo

Di fronte a questo amore trinitario e sicuramente con la partecipazione accorata di Maria, regina della pace siamo oggi, festa dell’amore unico e irraggiungibile di Dio, a supplicarla che metta in atto tutta la sua fantasia, tenerezza perché la SSma Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo direttamente concedano il dono della pace tra Ucraina e Russia, tra occidente e oriente, tra Europa e Asia, tra ogni belligerante di questo mondo incattivito, aiutino quelle popolazioni a portare il dolore, a spegnere gli odi, a ricuperare desiderio di comunicare, di sedersi attorno a un tavolo, di regalare pace e non vendetta.

 Preghiamo Dio con l’intercessione di Maria perché questi capi di stato si sentano responsabili del destino di popoli, delle vite di tanti bambini e facciano di tutto per spegnere da persone adulte e sagge risentimento, lotta, bombardamenti e far fiorire l’arcobaleno della pace. Dalle notizie che ci siamo ascoltate con apprensione, sappiamo che alcuni di essi sono disposti anche all’autodistruzione, l’odio che covano è demoniaco. Maria, tu hai schiacciato il capo dell’antico serpente, e sai che è ancora Lui che devi fermare. Regina della pace non abbandonarci. Vogliamo tornare a contemplare l’amore Trinitario scritto nelle nostre vite terrestri.

12 Giugno 2022
+Domenico

Scritto da:

DonDomenico @ReginaDellaPace.IT

Vescovo emerito della diocesi suburbicaria di Palestrina