Non mi risulta facile, questa mattina, sedermi e concentrarmi. Sono stati giorni di pressione …

Ho invocato lo Spirito Santo, intanto continuo a fissare un’immagine della Madonna di Tihalijina, tuffandomi in quegli occhi dolcissimi e acquosi, incredibilmente umani per essere quelli di un’effige, mentre scrivo.

Non possiamo lasciarci trasportare solo dalla curiosità, dai nostri desideri, dai nostri istinti, dalle passioni umane quando si vivono certi episodi, ma si deve mettere tutto e solo nelle mani di Dio.

Nell’arco di pochi giorni un uragano mediatico ha investito la mia famiglia e altri abitanti di Medjugorje per una notizia arrivata prima dall’Italia che a noi parenti: “Suor Kornelija ricoverata in terapia intensiva, Suor Kornelija grave, Suor Kornelija sta molto male” . Potete immaginare la reazione di familari e amici che, abituati al modo di fare croato, discreto e silenzioso, non avevano ancora fatto il tam tam di telefonate per mettere al corrente gli altri, pur avendo qualche notizia, da verificare. Non sto a descrivere il dispiacere e il disorientamento provato nel dover tranquillizzare tanti amici che, seriamente preoccupati, mi chiamavano o scrivevano con la voce rotta dal pianto, e dover mantenere la lucidità per gestire le informazioni. Qualcosa dentro di me mi diceva di stare serena, che ci avrebbe pensato il Signore, che da una donna di fede come questa suora non poteva venire altro che l’ ennesimo insegnamento. Non era in terapia intensiva, ovviamente…

Avevo ragione e lo sottolineo non perchè voglio farmi grande nel dire :”Avevo indovinato” ma perchè ho cercato di seguire il suo suggerimento continuo di lasciar fare alla Provvidenza il Suo lavoro, e così è stato.

Prima di metterci a scrivere un post o di diffondere informazioni , dobbiamo sempre verificare le fonti e sottoporre allo Spirito Santo la nostra intenzione di comunicare con gli altri .

Io temevo di veder piangere i bambini dell’orfanotrofio, in caso di brutte notizie, invece piangeranno di gioia vedendola tornare a casa, prestissimo. Oltretutto, ho imparato a vedere come opera il Signore anche in una situazione dolorosa come un ricovero, seppur breve: chissà a quante persone ha dato conforto e sollievo nel reparto, con la sua testimonianza di fede! Quando l’Altissimo permette qualcosa, c’è sempre un motivo a noi sconosciuto, ma Lui non lascia sfuggire neanche un istante della nostra vita senza permetterci di fare del bene agli altri.

Se anche fosse andata diversamente, in base a ciò che decide il Signore della vita, non dobbiamo mai dimenticare l’esempio di Suor Josipa, che esortava a non piangere per la sua imminente morte e a vestirsi di bianco al suo funerale, perchè è festa in Cielo! Ogni anno, nel giorno dell’anniversario della sua nascita al cielo, gli orfanelli , o meglio, i piccoli ospiti della Comunità, che sono tutti come una grande famiglia, si vestono con abitini luminosi e cantano sull’altare, alla fine della Santa Messa commemorativa.

Avrei altro da aggiungere perchè ogni volta che mi mi avvicino alla porta del convento e mi cade lo sguardo sul manifesto funebre di Fra Kornelije Kordic, fratello maggiore di Suor Kornelija e di mio suocero Slavko, mi si riempono gli occhi di lacrime per l’insegnamento che ci ha lasciato quando è mancato proprio il mio amatissimo suocero, che ho fatto appena in tempo a conoscere, prima che si unisse al Signore nel gaudio eterno. Fra Kornelije parlava poco, ma lasciava un calco nell’anima. Piango di commozione ogni volta che ripenso alle sue parole…

Ecco, siamo tutti umani e sbagliamo, ma stiamo attenti a come usiamo i social, le chat e i gruppi di preghiera…chiediamoci, prima di scrivere : “Questa notizia può far bene alla mia anima? Può danneggiare qualcuno, anche se fatto in buona fede? é utile al bene del prossimo e alle conversioni?”

E poi, perdonatemi se lo dico….ricordiamoci ciò che ripete sempre Suor Kornelija: “La lingua non ha le ossa, ma spezza le ossa”….

Claudia

Citluk, mercoledì 10 novembre 2021

Scritto da:

Claudia @ReginaDellaPace.IT

Sono nata in Italia il 17 Aprile 1982 a Foggia, sono arrivata a Medjugorje nel 2010 ed il 14 Febbraio 2015 ho sposato Mario, nato e residente nella regione che comprende Medjugorje; adesso sono madre di due bellissime bambine e divido la mia vita fra Citluk, Medjugorje e l'Italia.

Sono Laureata in Lingue all'Università di Chieti e Pescara ed ho lavorato anche all'Università di Mostar (Filozofski Fakultet Sveucilista u Mostaru). Grazie a queste competenze ma, soprattutto, per la mia devozione alla Madonna, che mi accompagna dall'infanzia, mi sono occupata a vari livelli di pellegrinaggi, ed ho scritto più articoli per varie riviste.