Sono giorni e giorni in cui, in questo lungo soggiorno ininterrotto in Italia, ricevo grazie su grazie, ma anche notizie luttuose da parte di amici e parenti: il Signore ha chiamato a Sé tanti papà e tante mamme, ne conoscevo diversi di persona.

Inevitabilmente penso a questa giornata che sto vivendo, a questo “oggi”, a questi precisi istanti in cui sto scrivendo senza ringraziare abbastanza: mi vengono concessi minuti, ore e giornate per godere dei miei cari, di tutti i miei affetti, delle amicizie “vecchie” e nuove, di ogni sguardo innamorato di mio marito, delle mie bimbe e dei miei genitori.

Non sarò mai grata abbastanza per il tempo che il Signore mi ha donato per stare con i miei cari, dato che la malattia è venuta a farci visita già da un po’, in particolare negli ultimi due anni, ed ora è tornata ma, ancora una volta, Egli ci indica la strada della guarigione: ci dona altro tempo per la conversione!

Nulla è scontato, neanche la forza per andare avanti.

Trovo pace e consolazione soprattutto nell’Ave Maria, nella seconda parte, in cui chiediamo alla Madonna di pregare per noi e assisterci nel momento presente e in quello della nostra morte. Sto riflettendo tanto su questo aspetto: ci prepariamo per un tempo lungo quanto una vita intera al momento del nostro transito. Viviamo come un evento luttuoso la morte, ma si tratta realmente della nostra nascita al Cielo!

Ogni Santo che avremo invocato nella nostra esistenza, breve o lunga, sarà al nostro cospetto insieme alla Madonna, ai nostri cari defunti, pronti a intercedere per noi, affinché suonino in quel preciso istante le campane dell’eternità.

Mentre la penna scorre, la mente va alle parole da me udite, in prima persona, dalla viva voce di Mirjana Soldo, in una delle sue testimonianze, forse al Palasport di Andria nel febbraio 2012, ma poco importa: Mirjana disse che noi siamo “un po’ egoisti” perché vorremmo avere i nostri genitori e parenti sempre con noi, mentre è il Signore a decidere il momento e che, quando Lui chiama, dobbiamo lasciarli liberi di andare in Paradiso.

Ecco: come spiegare a un figlio che piange la dipartita del papà o a una mamma che ha seppellito un figlio che non dobbiamo essere egoisti? Nel mio cuore è scaturita questa risposta: quella bella signora bionda ha davvero visto la Madre di Dio con gli occhi della carne, l’ha toccata con questo corpo corruttibile e sa bene cosa c’è dopo questa passeggiata terrena … soltanto chi ha fatto esperienza del Divino può ardere dal desiderio di raggiungere ciò che ci aspetta dopo la nostra morte!

Provai gli stessi brividi in un’altra occasione, in cui le chiesero se avesse avuto paura di morire, durante le persecuzioni subite ai tempi del regime comunista. Mirjana rispose, con gli occhi sgranati ” Paura di morire? Ma se morire significa andare da Loro?”

Si riferiva a Gesù e Maria, e non nascose il suo timore reale verso chi non prega mai: ” Come fanno queste persone a vivere, ad andare avanti, senza di Loro?”

Per quel che mi riguarda, provo sempre a consolare amici e parenti in base alla grande grazia del lungo tempo che ho trascorso e trascorro a Medjugorje , dove la quotidianità è intrisa di sacro e dalla presenza fisica di Maria Santissima e Gesù, adorato nel Santissimo Sacramento dell’Altare.

Non è assolutamente facile testimoniare, perché sono in cammino anch’io, ma ho imparato a fare bene solo un gesto quotidiano: un atto di fede e di abbandono totale alla volontà del Signore! Non sono capace di fare altro.

Alla Regina della Pace chiedo solo la grazia della conversione: della mia e delle anime di tutti coloro che incontro, in particolare degli infermi. La guarigione del corpo viene (poi) solo se questa grazia temporale è conforme alla volontà di Dio perché la sofferenza purifica, fa sudare sangue e acqua come nel Getsemani e prepara all’incontro con lo Sposo.

Quando arriverà il mio momento, vorrei solo che ci sia Lei ad avvolgermi con il Suo manto; lo stesso imploro per tutti i malati che tremano per la paura di morire in solitudine, negli ospedali.

Il covid ci ha mostrato l’orrore della morte senza affetti, ma non è così: non siamo soli!

Se avete perso qualcuno in questo periodo e non trovate pace per non aver potuto stringergli o stringerle la mano nel momento finale, non vi abbattete, ma siate fiduciosi : è andata Lei a prendere la vostra persona amata, per ogni Ave Maria pregato da voi e da altri, che forse non conoscete, in questa vita terrena.

Un ultimo pensiero prima di cambiare argomento: due domeniche fa, all’uscita dalla Santa Messa, in prossimità della statua della Madonna di Medjugorje, una santa donna mi ha rivolto un’esortazione per nulla banale: “Perché avere paura del futuro, se Gesù è con noi? Cosa c’è da temere?” Sicuramente ho già ascoltato queste parole in passato, ma quel giorno, in modo speciale, sono state un balsamo per il mio cuore ferito. ..

Località “Sfinale” 2 settembre 2021
Claudia

Scritto da:

Claudia @ReginaDellaPace.IT

Sono nata in Italia il 17 Aprile 1982 a Foggia, sono arrivata a Medjugorje nel 2010 ed il 14 Febbraio 2015 ho sposato Mario, nato e residente nella regione che comprende Medjugorje; adesso sono madre di due bellissime bambine e divido la mia vita fra Citluk, Medjugorje e l'Italia.

Sono Laureata in Lingue all'Università di Chieti e Pescara ed ho lavorato anche all'Università di Mostar (Filozofski Fakultet Sveucilista u Mostaru). Grazie a queste competenze ma, soprattutto, per la mia devozione alla Madonna, che mi accompagna dall'infanzia, mi sono occupata a vari livelli di pellegrinaggi, ed ho scritto più articoli per varie riviste.