Carissimi,
inizia con oggi un nuovo periodo nella vita della Chiesa, e non sono pochi coloro che lo hanno voluto vedere come un dono di San Giovanni Paolo II: al di la delle tante perplessità sui modi con cui si è costretti a ritornare in Chiesa, non si può nascondere una certa gioia, ne la ha nascosta il Santo Padre Francesco nel celebrare all’altare di San Giovanni Paolo II, ricordandolo in un omelia concisa ma efficace, volendo sottolineare la sua vita di preghiera, la sua vicinanza al suo popolo, e il suo amore per la Giustizia-Misericordia.

Come tante volte ho fatto in questo periodo, segue il riferimento alle letture, e la trascrizione dell’omelia del Santo Padre.

Terni 18 Maggio 2020
Ave Maria!
Marco.

LettureAt 16, 11-15; Sal.149; Gv 15, 26 – 16,4.

Il Signore ama il suo popolo” abbiamo cantato, era il ritornello del canto interlezionale, e anche una verità che al popolo d’Israele piaceva ripetere.

“il Signore ama il suo popolo”, e nei momenti brutti sempre “il Signore ama”, aspettare come si manifesterà questo amore, e quando il Signore inviava per questo amore un profeta, un uomo di Dio, la reazione del Popolo era “Il Signore ha visitato il suo popolo”, perché lo ama lo ha visitato, e lo stesso diceva la folla che seguiva Gesù, vedendo le cose che faceva Gesù: “Il Signore ha visitato il suo popolo”.

E oggi noi qui possiamo dire “cento anni fa il Signore ha visitato il suo popolo”, ha inviato un uomo, lo ha preparato, per fare il Vescovo e guidare la Chiesa.

Facendo la memoria di san Giovanni Paolo II riprendiamo questo: “il Signore ama il suo popolo”, “il Signore ha visitato il suo popolo”, ha inviato un pastore.

E quale sono – diciamo – le le tracce di Buon Pastore che possiamo trovare in San Giovanni Paolo II? Tante, ma diciamo tre soltanto, come dicono che i gesuiti sempre dicono le cose a tre, ne diciamo tre: la preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia.

San Giovanni Paolo II era un uomo di Dio perché pregava, e pregava tanto! Ma come mai un uomo che ha tanto di fare, tanto lavoro per guidare la chiesa? Tanto tempo di preghiera: lui sapeva bene che il primo compito di un vescovo è pregare, e questo non lo ha detto il Vaticano II, lo ha detto San Pietro, quando hanno fatto i diaconi disse “e a noi – vescovi – la preghiera e l’annuncio della Parola”.

Il primo compito di un vescovo è pregare, e lui lo sapeva, e lui lo faceva: modello di vescovo, che prega, il primo compito; e ci ha insegnato che quando un vescovo fa l’esame di coscienza alla sera deve domandarsi “Quante ore oggi ho pregato?”. Uomo di preghiera!

Secondo traccia: uomo di vicinanza, non era un uomo distaccato dal popolo, anzi andava trovare il popolo, e girò il mondo intero trovando il suo popolo, cercando il suo popolo, facendosi vicino; e la vicinanza è uno dei tratti di Dio con il suo popolo, ricordiamo che il Signore dice al popolo di Israele: “Guarda, quale popolo ha avuto i suoi dei così vicini come tu con me?”

Una vicinanza di Dio col popolo che poi si fa “stretta” in Gesù, si fa forte in Gesù: un pastore è vicino al popolo, al contrario non è pastore: è un gerarca, un amministratore, forse buono, ma non è Pastore.

Vicinanza al popolo, e San Giovanni Paolo II ci ha dato l’esempio di questa vicinanza: vicino, ai grandi e ai piccoli, ai vicini e ai lontani, sempre vicino, si faceva vicino.

La terza traccia: l’amore alla giustizia, ma la giustizia piena, un uomo che voleva la giustizia, la giustizia sociale, la giustizia dei popoli, la giustizia che caccia via le guerre, ma … la giustizia piena; per questo San Giovanni Paolo II era l’uomo della misericordia, perché giustizia e misericordia vanno insieme, non si possono distinguere; sono insieme, giustizia è giustizia, misericordia è misericordia, ma l’una senza l’altra non si trova, e parlando dell’uomo della giustizia e della misericordia, pensiamo quanto ha fatto San Giovanni Paolo II perché la gente capisse la Misericordia di Dio.

Pensiamo come lui ha portato avanti la devozione a Santa Faustina, che dal giorno d’oggi la sua memoria liturgica sarà per tutta la Chiesa: lui aveva sentito che la giustizia di Dio aveva questa … questa faccia di misericordia, questo atteggiamento di misericordia, e questo è un dono che ci ha lasciato lui .

La Giustizia-Misericordia e la Misericordia-Giusta.

Preghiamolo oggi, che ci dia a tutti noi, specialmente ai pastori della Chiesa, ma a tutti, la grazia della preghiera, la grazia della vicinanza, e la Grazia della Giustizia-Misericordia e Misericordia-Giustizia. 



Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".