Dice San Giovanni Paolo II nella Rosarium Virginis Mariae, di nuovo al punto 29

Enunciare il mistero, e magari avere l’opportunità di fissare contestualmente un’icona che lo raffiguri, è come aprire uno scenario su cui concentrare l’attenzione

Io oggi ne ho bisogno più che mai, perché sono distrutto da una giornata piena di inconvenienti, e se non mi appoggio a qualcosa di materiale, difficilmente riuscirò a contemplare qualcosa: siamo fatti di carne, la nostra natura ha dei limiti, e allora su questi limiti appoggiamoci funzionalmente … nelle mie memorie da qualche parte avrò una foto del quarto mistero …

Ogni formella del Rosario di Medjugorje è un vero capolavoro … ci si potrebbero passare delle ore a contemplare ogni singolo volto e personaggio e quello che significano, forse più di quanto possibile con un icona orientale.

A me stasera gli occhi cadono su Simeone, più che alla testa del fanciullo Gesù e alle mani incrociate di Maria, evidentemente oggetto di predilezione da parte dei pellegrini.

Leggiamo il Vangelo secondo Luca al Capitolo 2, versetti dal 25 al 33:

«Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

E la Chiesa intera non finisce di stupirsi per questa scena ogni giorno, se tutti i consacrati ogni sera recitano il Nunc Dimittis, dalle due parole del testo latino di quella “benedizione” con la quale il vecchio Simeone, si sentì di ringraziare Dio per aver rispettato la promessa che gli era stata fatta dallo Spirito Santo, che “era sopra di lui”.

I laici non sono tenuti alla recita quotidiana della compieta, ma nessuno la vieta, e qualsiasi sacerdote la consiglierebbe a chiunque: le preghiere del mattino e della sera sono sempre state i due pilastri sui quali reggere una giornata Santa, ed in mancanza di tempo si può sempre contemplare il quarto mistero della Gioia, ed andare a dormire con un po’ di quella gioia che Simeone ci regala ancora attraverso i secoli, in attesa anche noi di poter raggiungere la gioia senza fine.

E se ci resta qualche secondo in più, magari quando crolliamo dal sonno, aggiungiamo quella che io scherzo nel definire la “Compieta Express”, cioè l’invocazione finale, che oggi recitiamo tutti insieme nello Spirito

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

Terni 7 Maggio 2020
Ave Maria
!
Marco.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".