E’ con queste precise parole, puntini di sospensione inclusi, che San Giovanni Paolo II, con delicatezza di Padre, prova a “farsi strada” nelle rigide abitudini consolidate da secoli, per portare nuova freschezza nella preghiera del Santo Rosario, poco oltre la metà della Rosarium Virginis Mariae, la sua lettera apostolica che stiamo meditando per poter trovare spunti di cambiamento.

Del resto è un concetto valido e applicabile a qualsiasi aspetto della vita Cristiana: laddove non c’è una qualche evoluzione, e le cose vanno avanti “sempre tutte uguali”, allora c’è sicuramente qualche problema, qualche “paralisi”, qualche “morte spirituale” in agguato … c’è quella tiepidezza contro la quale nella Bibbia si possono trovare parole grosse … persino se ad un certo punto le cose dovessero “andar peggio” potrebbe essere un buon segno, perché chi non rischia niente, è difficile che cada …

Dopo queste parole, San Giovanni Paolo II elenca come secondo lui bisognerebbe “affrontare” ogni singola parte del Santo Rosario, nell’ordine: L’enunciazione del mistero, L’ascolto della Parola di Dio, Il silenzio, Il « Padre nostro », Le dieci « Ave Maria », Il « Gloria », La giaculatoria finale, La ‘corona’, Avvio e chiusa, La distribuzione nel tempo.

Ma come? Il Silenzio? E quando mai si deve far silenzio nel Rosario?

L’ascolto della Parola di Dio? E che è una Messa?

Ecco che solo davanti a questo elenco, senza neanche approfondirlo, il nostro “io” si irrigidisce contro la più lontana ipotesi di cambiamento delle nostre “abitudini”, come se fossero loro il fine unico della nostra vita: anche imparare a conoscere e gestire questi nostri moti dell’animo, e riconoscere in essi i segni del peccato originale, è un qualcosa a cui il Santo Rosario può essere molto utile.

Leggiamo ad esempio il punto sul silenzio

L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. È opportuno che, dopo l’enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, per un congruo periodo di tempo ci si fermi a fissare lo sguardo sul mistero meditato, prima di iniziare la preghiera vocale. La riscoperta del valore del silenzio è uno dei segreti per la pratica della contemplazione e della meditazione. Tra i limiti di una società fortemente tecnologizzata e mass-mediatica, c’è anche il fatto che il silenzio diventa sempre più difficile. Come nella Liturgia sono raccomandati momenti di silenzio, anche nella recita del Rosario una breve pausa è opportuna dopo l’ascolto della Parola di Dio, mentre l’animo si fissa sul contenuto di un determinato mistero.

E chi ha tempo? Io per la Madonna massimo ho quindici minuti al giorno …. non sedici … e i figli, e il lavoro? E poi io a Maggio cerco di “Regalare alla Madonna” tre corone al giorno, proprio non se ne parla.

Ascoltiamo il nostro “io”, ascoltiamo le ragioni della nostra superbia, che ci vengono da dentro spontaneamente senza che glielo chiediamo …. e pensare che quel punto sul silenzio sarebbe da mettere tutto in grassetto …

E se invece a Maggio, invece di tre corone al giorno, pregassimo una sola decina al giorno, ma bene, contemplando il mistero, come ci indica San Giovanni Paolo II? Forse resterebbe pure il temo per fissare l’attenzione, anche se brevemente sugli altri diciannove, perché in questo consiste la meditazione del Santo Rosario … “ripassare” ogni giorno i punti fondamentali della storia della nostra salvezza, quella storia che fa si che questo mondo ancora oggi si regga in piedi …

Da domani quindi ci proviamo … fissiamo bene il nostro cuore su un mistero al giorno …

3 Maggio 2020
Ave Maria
Marco

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".