Carissimi,
con il Lunedì dell’angelo le celebrazioni del Santo Padre sono tornate nel loro luogo consueto della cappella di Casa Santa Marta, da dove oggi il Papa ha iniziato a pronunciare parole e pensieri rivolti al “dopo”, e quindi a comunicare una certa speranza, come se fosse certo che la giornata di Pasqua abbia segnato veramente una svolta anche nella contingenza che stiamo vivendo.

Seguono come ormai consueto la trascrizione della monizione introduttiva, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia ed il testo per la comunione spirituale.

Terni 13 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Il Santo Padre proclama la sua monizione introduttiva

Preghiamo oggi per i governanti, gli scienziati, i politici che hanno incominciato a studiare la via d’uscita, il dopo-pandemia, questo “dopo” che è già incominciato: perché trovino la strada giusta, sempre in favore della gente, sempre in favore dei popoli.

Lunedì dell’Angelo

Antifona d’Ingresso

Il Signore vi ha introdotto in una terra
dove scorre latte e miele;
la legge del Signore
sia sempre sulla vostra bocca.
Alleluia.

LettureAt 2, 14. 22-32; Sal.15; Mt 28, 8-15.

Il Vangelo di oggi ci presenta un’opzione, un’opzione di tutti i giorni, un’opzione umana, ma … che … regge da quel giorno: l’opzione fra la gioia, la speranza della resurrezione di Gesù, e la nostalgia del sepolcro.

Le donne vanno avanti a portare l’annuncio: sempre Dio incomincia con le donne, sempre.

Aprono strade; non dubitano: sanno; lo hanno visto, lo hanno toccato; hanno anche visto il sepolcro vuoto.

È vero che i discepoli non potevano crederlo e hanno detto: “Ma queste donne forse sono un po’ troppo fantasiose” … non so, e avevano i loro dubbi.; ma loro erano sicure, e loro alla fine hanno portato avanti questa strada fino al giorno d’oggi: Gesù è risorto, è vivo tra noi.

E poi c’è l’altro: è meglio non vivere, con il sepolcro vuoto, tanti problemi ci porterà, questo sepolcro vuoto.

E la decisione di nascondere il fatto; è come sempre: quando non serviamo Dio, il Signore, serviamo l’altro dio, il denaro.

Ricordiamo quello che Gesù ha detto: “sono due signori”, il Signore Dio e il signore denaro.

Non si può servire ambedue. E per uscire da questa evidenza, da questa realtà, i sacerdoti, i dottori della Legge hanno scelto l’altra strada, quella che offriva loro il dio denaro e hanno pagato, hanno pagato il silenzio, il silenzio dei testimoni.

Una delle guardie … una delle guardie aveva confessato, appena morto Gesù: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” ; questi “poveretti” non capiscono, hanno paura perché ne va della vita li, no? … e sono andati dai sacerdoti, dai dottori della legge: e loro hanno pagato, hanno pagato il silenzio, e questo, cari fratelli e sorelle, non è una tangente, questa è corruzione pura, corruzione allo stato puro.

Se tu non confessi “Gesù Cristo il Signore”, pensa perché, dove c’è il sigillo del tuo sepolcro, dove c’è la corruzione: è vero che tanta gente non confessa Gesù perché non lo conosce, perché noi non lo abbiamo annunciato con coerenza, e questo è colpa nostra; ma quando davanti alle evidenze si prende questa strada, è la strada del diavolo, è la strada della corruzione: si paga, e stai zitto.

Anche oggi, davanti alla prossima – speriamo che sia presto – prossima fine di questa pandemia, c’è la stessa opzione: o la nostra scommessa sarà per la vita, per la resurrezione dei popoli o sarà per il “dio denaro”; tornare al sepolcro della fame, della schiavitù, delle guerre, delle fabbriche delle armi, dei bambini senza educazione … lì c’è il sepolcro.

Il Signore, sia nella nostra vita personale, sia nella nostra vita sociale, (e) sempre ci aiuti a scegliere l’annuncio: l’annuncio che è orizzonte, è aperto, sempre; ci porti a scegliere il bene della gente … e mai (a) cadere nel sepolcro del “dio denaro”.

il Santo Padre si comunica al Corpo e al Sangue

Le persone che non hanno adesso la possibilità di comunicarsi, fanno la comunione spirituale:

Gesù mio,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te.
Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".