La statua di Nostra Signora di Lourdes adornata per la quaresima all’interno della chiesa di San Giacomo a Medjugorje

Questa mattina, appena alzati, abbiamo ricevuto il messaggio di un frate che ha più di 65 anni e da 20 è a disposizione della parrocchia di Medjugorje per le celebrazioni e le confessioni, ma vive da 7 in un convento poco distante dal centro, dove ha il ruolo di direttore spirituale delle suore che vi risiedono.

Mercoledì scorso aveva già esortato i fedeli a pregare in modo speciale per il Santo Padre e per una sua intenzione, in particolare … ma alcuni avevano già capito che ci fosse dell’altro.

Abbiamo saputo poi che aveva la febbre dal giorno prima ed alcuni sintomi influenzali, per cui si era fatto portare dei farmaci da sua sorella (secondo l’ordinanza locale infatti, le persone che hanno più di 65 anni non possono uscire di casa, e questo frate assicura di averla subito rispettata e di non essere uscito dal convento, nè di aver guidato).

In questi giorni non ha avuto problemi nè ai bronchi nè ai polmoni, e la febbre è andata calando fino a ieri, quando, essendo venuti a conoscenza della positività di una suora, ricoverata a Mostar, cinque di loro si sono sottoposti al test e sono risultati positivi al virus.

Non avrebbe associato questa sua condizione al coronavirus, se non avesse saputo di questa suora anziana, infetta, perché dai sintomi gli era sembrata una leggera infezione, la sua solita influenza.

Adesso è in terapia e segue le indicazioni dei medici, che gli hanno confermato di aver già superato la fase critica: spera che tutto andrà bene, con l’aiuto di Dio.

L’appello che ha rivolto oggi ai fedeli è quello di pregare per le suore più anziane, che sono più a rischio, e per tutto il convento.

Il messaggio di speranza che viene da questo sacerdote è profondo e toccante, un invito all’ abbandono nelle mani di Dio, con la certezza di essere esauditi.

Per quel che mi riguarda, io mi sono subito ricordata di una volta che, essendoci una fila lunghissima ai confessionali in lingua italiana, sono andata a quelli croati, sgattaiolando come un bimbo che aveva fatto una marachella e l’ho implorato di confessarmi, anche se non capivo bene il croato: lui mi ha accolto con quell’espressione tipica dei frati, alla Padre Slavko, per intenderci, dura ma dal cuore d’oro.

Abbiamo comunicato in Inglese per capirci meglio e, al momento dell’assoluzione, mi ha messo la mano sulla testa e ha pregato a lungo su di me, mentre tremavo, piccola creatura di fronte all’amore di Dio.

Chiedeva al Signore di liberarmi dalle debolezze di cui gli avevo parlato in quella meravigliosa confessione; mi ha fatto sentire pulita, lavata, infiammata e redenta, e commossa dalla grandezza di quelle parole … “Io ti assolvo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”: Gesù mi aveva assolta, per mezzo di quel frate.

Il più grande miracolo di Medjugorje è la confessione, come testimoniato da migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.

Preghiamo per lui, per gli altri frati e per le suore!

Come, attraverso Lazzaro, morto e riportato alla vita da Gesù, anche noi saremo guariti e salvati, per la gloria di Dio e per il regno dei Cieli.

Medjugorje 29 marzo 2020
Claudia

Scritto da:

Claudia@ReginaDellaPace.IT

Sono nata in Italia il 17 Aprile 1982 a Foggia, sono arrivata a Medjugorje nel 2010 ed il 14 Febbraio 2015 ho sposato Mario, nato e residente nella regione che comprende Medjugorje; adesso sono madre di due bellissime bambine e divido la mia vita fra Citluk, Medjugorje e l'Italia.

Sono Laureata in Lingue all'Università di Chieti e Pescara ed ho lavorato anche all'Università di Mostar (Filozofski Fakultet Sveucilista u Mostaru). Grazie a queste competenze ma, soprattutto, per la mia devozione alla Madonna, che mi accompagna dall'infanzia, mi sono occupata a vari livelli di pellegrinaggi, ed ho scritto più articoli per varie riviste.