Carissimi,
oggi il Santo Padre ci chiede se siamo ancora capaci di “piangere”.

Non ci meravigli se, alla fine dell’omelia, ci chiede che oggi sia la “Domenica del pianto”: non si tratta di listarsi a lutto come esercizio penitenziale, ma di sapersi commuovere per quanto ci accade accanto o nel mondo, delle realtà che molti dal proprio “isolamento” non riescono a partecipare abbastanza …

Tante volte nella vita abbiamo sperimentato la “durezza di cuore” … ci orienti sapere che “a suo tempo” c’erano liturgie specifiche per chiedere il cosiddetto “dono delle lacrime”, che è un grandissimo dono che va, appunto, implorato.

Se Gesù non si è vergognato di piangere, come ci ricorda il Santo Padre, perché dovremmo farlo noi? Piangere è spesso segno di una guarigione interiore profonda, del passare dal nostro modello immaginario del mondo alla semplice realtà, che spesso non era come ci immaginavamo, e questa circostanza ci sta riconducendo proprio alla realtà, tanto eravamo anestetizzati da una vita piena di affanni del mondo.

Seguono la trascrizione della monizione introduttiva, l’antifona d’ingresso con il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia e della preghiera per la comunione spirituale.

Terni 29 Marzo 2020
Ave Maria, piena di Grazia!
Marco.

Il Santo Padre prega profondamente
al momento dell’atto penitenziale.

Penso a tanta gente che piange, la gente isolata, gente in quarantena, gli anziani … soli, gente ricoverata e le persone in terapia; i genitori che vedono che … come non c’è lo stipendio non ce la faranno per dare da mangiare ai figli.

Tanta gente piange.

Anche noi dal nostro cuore li accompagnano, e non ci farà male piangere un po, con il pianto del Signore per tutto il suo popolo.

Gesù si commosse.
Antifona d’Ingresso

Fammi giustizia, o Dio,
e difendi la mia causa
contro gente senza pietà;
salvami dall’uomo ingiusto e malvagio,
perché tu sei il mio Dio e la mia difesa.

LettureEz 37, 12-14; Sal.129; Rm 8, 8-11; Gv 11, 1-45.

Gesù aveva degli amici: amava tutti ma … aveva degli amici con i quali aveva un rapporto speciale, come si fa con gli amici, di più amore, di più confidenza, e … tante volte sostava a casa di questi fratelli, Lazzaro, Marta, Maria … e Gesù sentì dolore per la malattia e per la morte del suo amico.

Arriva al sepolcro … si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?»

E Gesù scoppiò in pianto.

Gesù è Dio, ma uomo … pianse.

Un’altra volta nel Vangelo si dice che Gesù ha pianto, quando piange su Gerusalemme, e con quanta tenerezza piange Gesù: piange dal cuore, piange con amore, piange con i suoi che piangono … il pianto di Gesù.

Forse ha pianto altre volte nella vita, non sappiamo … di sicuro nell’orto degli Ulivi, ma Gesù piange per amore, sempre.

Si commosse profondamente e … molto turbato, pianse.

Quante volte abbiamo sentito nel Vangelo questa commozione di Gesù che con quella frase che si ripete: «vedendo, ne ebbe compassione» .

Gesù non può vedere la gente e non sentire compassione: i suoi occhi sono con il cuore, Gesù vede con gli occhi ma vede con il cuore: è capace di piangere.

Oggi davanti ad un mondo che soffre tanto, a tanta gente che soffre le conseguenze di questa pandemia io mi domando “sono capace di piangere?” … come sicuramente lo avrebbe fatto Gesù, e lo fa adesso Gesù.

Il mio cuore assomiglia a quello di Gesù?

E se è troppo duro e … sono capace di parlare, di fare del bene, di aiutare ma … il cuore non entra, non sono capace di piangere, chiedere questa grazia al Signore: Signore, che io pianga con te, pianga con il tuo popolo, che in questo momento soffre.

Tanti piangono oggi: e noi, da questo altare, da questo sacrificio di Gesù, di Gesù che non si è vergognato di piangere, chiediamo la grazia di piangere.

Che oggi sia per tutti noi come la “Domenica del pianto”.

ecco l’Angello di Dio, che toglie i peccati del mondo

Le persone che non possono comunicarsi fanno adesso la comunione spirituale

“Gesù mio, Credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nella mia vita.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmentevieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto io ti abbraccio e in tutto mi unisco a Te.
Non permettere che io mi abbia mai a separare da Te.”

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".