Annunciazione
Quadro dell’annunciazione nella cappella di casa Santa Marta

Carissimi,
nella messa da Casa Santa Marta oggi il Santo Padre ha ricordato le suore della carità di San Vincenzo de Paolo che da 98 anni prestano servizio a Casa Santa Marta che, ed in particolare tutte le suore che stanno dando la loro vita prestando un servizio ai malati in questo tempo di epidemia.

Nella cappella è stato esposto un semplice quadro dell’Annunciazione

Al momento dell’omelia, in modo singolare, non ha ritenuto di farne una estesa, ma molto brevemente ha ricordato come l’evangelista Luca ha saputo dalla stessa Vergine Maria l’avvenimento, ed ha riletto una seconda volta e lentamente il Vangelo, questa volta facendolo in prima persona, frase per frase, invitando tutti ad ascoltarlo come se la Madonna stessa lo raccontasse in prima persona.

Terminata la lettura, è stato un lungo tempo cercando parole da dire, ma ha terminato dicendo “Questo è il Mistero”.

Il messaggio è stato forte e chiaro: davanti ai Misteri di Dio, non sempre è opportuno da parte dell’uomo “commentarlo” o “aggiungere” alcunché: talvolta bisogna semplicemente porsi in ascolto davanti al mistero, e questo mistero per noi è l’inizio della storia della nostra salvezza, non a caso il primo dei misteri del Santo Rosario.

25 Marzo 2020
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te!
Marco.

Oggi (nel)la festa dell’incarnazione del Signore, le suore della Carità di San Vincendo de Paoli, che dirigono e prestano servizio nel dispensario da Santa Marta da 98 anni, e sono qui a Messa, rinnovano i voti, insieme con le loro consorelle in ogni parte del mondo.

Vorrei offrire la Messa oggi per loro, per la congregazione che la cura sempre con gli ammalati e, i più poveri, come qui da 98 anni, e per tutte le suore che stanno lavorando in questo momento accudendo gli ammalati, e anche rischiando la vita e dando la vita.

Disse il Signore,
quando entrò nel mondo:
«Ecco, io vengo
per fare, o Dio, la tua volontà».  

LettureIs 7,10-14; 8,10; Sal 39; Eb 10, 4-10; Lc 1, 26-38.

25 Marzo: Solennità dell’Annunciazione del Signore

L’Evangelista Luca poteva conoscere questo soltanto dal racconto della Madonna: ascoltando Luca abbiamo ascoltato la Madonna che racconta questo mistero.

Stiamo davanti al mistero.

Forse il meglio che possa possiamo fare adesso è rileggere questo passo, pensando che è stata la Madonna a raccontarlo.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Questo è il mistero.

Adesso le suore rinnoveranno i voti …

… questo è il mio Corpo …
… questo è il mio Sangue …

Le persone che non possono accostarsi alla comunione fanno la comunione spirituale:

<<Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella tua Santa Presenza.
Ti adoro nel sacramento del tuo amore, l’ineffabile Eucarestia.
Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.
In attesa della felicità della comunione sacramentale voglio possederti in Spirito.
Vieni a me, o mio Gesù, che io vengo da te.
Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere per la via e per la morte.
Credo in Te, Spero in Te, Ti amo.
Così sia.

Scritto da:

Marco@ReginaDellaPace.IT

Sono nato il 31 Dicembre 1970, mi occupo di informatica praticamente da sempre, e sono arrivato a Medjugorje il 30 Dicembre 2001: dopo il 50° "viaggio" (da pellegrino, da "guida", da "reporter") ho smesso di contarli.

Attraverso Medjugorje, ma soprattutto attraverso i messaggi, ho ricevuto innumerevoli Grazie, fra le quali quella di essere ancora in vita, e quella di aver raccontato "per via telematica" proprio dal 2002 quanto ho avuto il dono di vivere in questa "oasi di Pace".