di Claudia Tibollo

Buongiorno amici miei cari! In questi giorni ci prepariamo alla possibilità che si adottino misure come quelle italiane. Le famiglie disinfettano le case, fanno provviste, ma senza agitazione e mi infondono tanta serenità. Dicono che questo è niente, rispetto a quando si rifugiavano nelle cantine per sfuggire ai bombardamenti.
Ieri sono andata sul Podbrdo, dopo molto tempo. Ho trovato dei cambiamenti, il percorso della quarta – quinta posta dei misteri gaudiosi è stato livellato. Ad alcuni piace, ad altri no, io ne prendo atto.
Non ho mai visto Medjugorje così vuota, neanche in inverno. Tutto chiuso . Non si vedono pellegrini per strada. Le strade deserte. Ci siamo solo noi del posto e qualcuno che è rimasto chiuso dentro, il giorno in cui sono stati cancellati tutti i voli e le navi. Fino alla scorsa settimana, vedevo qualcuno a Medjugorje ultimare i preparativi per l’ imminente stagione che, come sapete, si risveglia per il 18 marzo. All’ improvviso, si è fermato tutto. Sembra che si siano fermati gli orologi . Strade vuote e chiese piene. I monti pullulano di abitanti di Medjugorje, Citluk e Krehin Gradac, in preghiera. Ci sono anche i membri delle diverse comunità .
In tempo di Quaresima li vedevo spesso , negli anni precedenti, salire il Podbrdo in solitudine, in profonda meditazione personale. Anche ieri erano quasi tutti lì. Qualcuno è andato prima, altri dopo, altri andranno oggi. Pregano, pregano, pregano. Portano le loro famiglie, i bambini, si percepisce un certo turbamento ma sono composti. Stringono il rosario insieme. Vedi questo uomini altissimi, imponenti, con quei visi che sembrano sempre un po’ duri, perché nascondono tanti anni di ferite, salire scalzi o cadere in ginocchio sulle pietre acuminate. Insegnano ai figli che si prega in famiglia. Questo qui è normale.
In Italia, mi dispiace dirlo, le chiese non erano sempre piene, soprattutto in certe città , e alla domenica ci si preoccupava più di non sporcare i pantaloni buoni del passeggio, quando si poteva ancora entrare nella casa dello Sposo, invece di consumare le ginocchia in Sua presenza. Quando riapriranno le chiese, tanti capiranno la sofferenza dei cristiani perseguitati in altre parti del mondo. Per loro non si sa quando tornerà la pace, agli italiani viene chiesto di aspettare un paio di settimane. Siate forti perché , prima o poi, finirà, e in molti vedranno il calore della mano di Dio misericordioso. Sara’ festa grande.
Intanto, vi invito a non scoraggiarvi, noi qui preghiamo tutti per l’ Italia. A questa gente venivano scaricate le bombe in testa, venti anni fa, mentre da noi si ballava e cantava “Be my lover” o “Rhythm is a dancer” e ricordano ancora il suono raggelante della sirena che intimava di rifugiarsi negli scantinati. Mi guardano con quegli occhi che dicono tutto. Pregano per tutti i loro amici italiani e, quando io diffondo richieste di preghiera, si limitano ad annuire e rispondermi “Claudia, bit ce dobro! Prodje! “Andrà bene, tutto questo passa!

Lo dicono con il Rosario in mano, non con un cartello. Avevano bisogno anche loro di uno scossone, impossibile negarlo. Tutto chiuso. Alberghi, negozi, ristoranti. Si deve solo pregare.
Vi voglio bene,

vostra Claudia

Scritto da:

Claudia@ReginaDellaPace.IT

Sono nata in Italia il 17 Aprile 1982 a Foggia, sono arrivata a Medjugorje nel 2010 ed il 14 Febbraio 2015 ho sposato Mario, nato e residente nella regione che comprende Medjugorje; adesso sono madre di due bellissime bambine e divido la mia vita fra Citluk, Medjugorje e l'Italia.

Sono Laureata in Lingue all'Università di Chieti e Pescara ed ho lavorato anche all'Università di Mostar (Filozofski Fakultet Sveucilista u Mostaru). Grazie a queste competenze ma, soprattutto, per la mia devozione alla Madonna, che mi accompagna dall'infanzia, mi sono occupata a vari livelli di pellegrinaggi, ed ho scritto più articoli per varie riviste.